Pensioni, il Governo assicura l'Ape: decreti in arrivo con anticipazioni

27 marzo 2017 ore 11:31, Luca Lippi
Meno di una decina di banche hanno aderito all’accordo roposto dal Governo per agevolare le richieste di Ape volontaria. Ci siamo, i tecnici stanno chiudendo sulla riforma che revede l’anticipo pensionistico per chi ne farà richiesta volontariamente e di conseguenza sono in dirittura di arrivo anche i noti decreti attuativi.
Per accedere al finanziamento bancario assicurato che attiva l’Ape volontaria si dovrà pagare un tasso annuo nominale (Tan) attorno al 2,75%. È questo il valore di riferimento su cui si starebbe per chiudere l’intesa. Il testo potrebbe essere varato da Palazzo Chigi già la prossima settimana insieme agli altri provvedimenti attuativi dell’Anticipo pensionistico introdotto dall’ultima legge di Bilancio. E prima del via libera l’asticella del Tan potrebbe ancora subire qualche minima oscillazione.
Il tasso, come prevede la norma, sarà comunque fisso. Ma il suo livello potrà essere aggiornato ogni due o tre mesi sulla base degli andamenti del mercato. Dato il trend in corso (il rendimento del BtP decennale è salito del 30% negli ultimi quattro mesi) i primi a fare richiesta di Ape volontaria saranno favoriti da un tasso piuttosto vantaggioso aggiudicandosi al momento, il Tan migliore che si potesse sperare.
Vediamo nel dettaglio come il Governo sta pianificando la partenza dell’Ape che non dovrebbe subire slittamenti così come rassicura lo stesso ministro Poletti, l’obiettivo del Governo è chiudere subito dopo il Dpcm anche con le convenzioni Abi e Ania. Non , sabato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è tornato ad assicurare che il meccanismo dell’Ape decollerà, come previsto, il 1° maggio senza slittamenti.

Pensioni, il Governo assicura l'Ape: decreti in arrivo con anticipazioni

APE VOLONTARIA
È l'anticipo pensionistico che dà libera scelta ai lavoratori del settore pubblico e privato di interrompere anzitempo la propria carriera. Coloro che sono in possesso dei requisiti (possono anticipare 3 anni e 7 mesi, purché abbiano almeno 63 anni con 30 di contributi previdenziali) accedono a un prestito pensionistico di durata compresa fra 6 e 43 mesi, che ogni mese eroga fino al 90% della pensione maturata. Raggiunta l'età pensionabile si comincia a restituire il prestito con rate mensili ventennali. Il tasso annuo nominale (Tan) previsto dal governo è del 2,75% cui si deve aggiungere una copertura assicurativa che copra parzialmente il rischio di premorienza (ossia il decesso prima di rimborsare il prestito). Secondo le stime del Sole 24 Ore, tali garanzie dovrebbero portare il tasso annuo effettivo globale al 4,6/4,7% e perciò rendono meno conveniente l'accesso ad uscite troppo anticipate. È prevista una deduzione fiscale del 50% su interessi e polizza. 
Il ministero del Lavoro sta chiudendo le intese con una decina di gruppi bancari e assicurativi che dovrebbero fornire le coperture. La platea potenzialmente interessata è di 300mila persone nel 2017.
Prima di scendere nel dettaglio, è utile ricordare che il costo del premio assicurativo finale potrebbe essere un po’ più elevato del 29% indicato nelle vecchie slides governative dello scorso ottobre, quando il Tan era ipotizzato al 2,5%.
A questi due oneri di finanziamento bisognerà poi aggiungere la commissione di accesso al Fondo di garanzia che attiverà il ministero dell’Economia per coprire fino all’80% i tre rischi legati al finanziamento dell’Ape: il mancato rispetto dei pagamenti rateizzati, la morte prematura del beneficiario pensionato e il caso di fallimento dell’assicurazione. Questa commissione dovrebbe avere un valore upfront compreso tra 1% e 2% (tra lo 0,05% e lo 0,1% l’anno).
Complessivamente l’incidenza del rateo di rimborso ipotizzato a suo tempo dal team economico di palazzo Chigi dovrebbe comunque essere rispettato: tra il 4,6 e il 4,7% per ogni anno di anticipo su una richiesta Ape pari all’85% della pensione contando su una detrazione fiscale del 50% sulla quota interessi e premio. Queste restano le coordinate su cui si sta muovendo l’unità economia di missione di palazzo Chigi.
Vale ricordare che con il rateo annuo il pensionato non dovrà superare il 30% della sua pensione (tenendo conto di altri impegni finanziari in corso come, per esempio, un mutuo casa o un altro prestito bancario) e che l’anticipo non potrà essere né superiore al 90% della pensione certificata né inferiore a 700 euro (1,4 volte la pensione minima).
I tecnici impegnati alla stesura del Dpcm per l’Ape volontaria stanno chiudendo anche sui format della modulistica online messa a punto da Inps a cui si accederà con il proprio Spid per chiedere la certificazione sui requisiti di accesso all’Ape, la sottoscrizione del finanziamento assicurato e la sigla sulla commissione di accesso al fondo di garanzia Mef-Inps.

APE AZIENDALE
L’Ape aziendale, parimenti introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 (comma 172 Legge n. 232/2016), con l’obiettivo di consentire una maggiore flessibilità di uscita dal mercato del lavoro ai dipendenti italiani, permettendo loro l’accesso alla pensione anticipata, se vicini all’età pensionabile e in accordo con la loro azienda, a patto che questa sia interessata da un piano di ristrutturazione aziendale.
Si tratta di una misura sperimentale che prende il via il 1° maggio 2017 e durerà sino al 31 dicembre 2018 e che rappresenta un’alternativa all’altra possibilità di esodo anticipato per i lavoratori dipendenti, prevista dalla Riforma Fornero 92/2012 e tutt’ora in vigore per i lavoratori ai quali mancano 4 anni alla pensione. 
L’Ape aziendale è esercitabile a 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione, lavoratore e azienda devono accordarsi sulle condizioni per la pensione anticipata fra datore di lavoro e dipendente.
Il datore di lavoro si impegna a sostenere interamente i costi dell’Ape al secondo, corrispondenti ad un versamento all’Inps in un’unica soluzione in misura della retribuzione percepita dal dipendente prima dell’interruzione del rapporto lavorativo, così da incrementare il montante contributivo individuale maturato dal dipendente e fare in modo che l’Inps versi una pensione più alta al dipendente. In alternativa si può decidere di fare ricorso ai fondi bilaterali.
L’Ape Aziendale prevede uno sconto, sotto forma di detrazione fiscale, pari al 50% della quota interesse della rata, spalmata sui primi 20 di pensione del lavoratore, che consentirà di ripagare le rate di ammortamento da versare per restituire l’Ape una volta conseguita la pensione.
Dunque meccanismo e requisiti previsti per l’Ape aziendale sono gli stessi dell’Ape Volontaria, solo che è il datore di lavoro a finanziarla.
Per calcolare i costi a carico del datore di lavoro va presa in considerazione la contribuzione volontaria, che è il parametro di partenza per la somma che l’impresa è tenuta a versare all’Inps ed è pari al 33% dell’imponibile delle ultime 52 settimane di lavoro. Ovviamente l’accordo tra datore di lavoro e dipendente possono superare tale livello minimo.
Il versamento da parte dell’Inps deve essere effettuato dal datore di lavoro entro la prima mensilità Ape, in un’unica soluzione, pena l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 116, comma 8, lettera a, della legge 388/2000 per il mancato versamento di contributi previdenziali obbligatori, pari al 5,55% annuo.

IN CONCLUSIONE
Questi saranno gli argomenti trattati il prossimo mese durante i due tavoli già in agenda tra Governo e sindacati. Questo ulteriore passo in avanti introduce alla seconda fase che, oltre a possibili correttivi alle misure già adottate,  dovrebbe affrontare nuovi temi come le carriere discontinue dei giovani, la previdenza complementare e la  sanità integrativa,  la flessibilità in uscita, il lavoro di cura della famiglia,  la condivisione dei parametri per definire i prossimi aumenti delle aspettative di vita, infine la perequazione delle pensioni. Il primo appuntamento è fissato per il 6 aprile prossimo e sarà dedicato al tema delle pensioni dei giovani.

#Ape #Calcoli #DecretiAttuativi 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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