Niente Ius Soli, da Alfano e Lupi è strappo con la Cei

27 settembre 2017 ore 9:34, Americo Mascarucci
"Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata e può diventare un favore alla Lega". E'quanto dichiarato da Angelino Alfano al termine della direzione nazionale di Alternativa Popolare che ha eletto Maurizio Lupi coordinatore nazionale. Il riferimento è alla legge sullo Ius Soli su cui Ap chiude definitivamente le porte almeno per questa legislatura. No secco dunque dai centristi alla legge che punta a riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, anche nel caso in cui il Governo mettesse la fiducia. Alfano non teme forzature da parte del premier Paolo Gentiloni, nonostante dal Pd abbiano fatto sapere che si cercherà una maggioranza alternativa. "Credo che il presidente Gentiloni ne terrà conto come ne ha tenuto conto a luglio. Il Pd lo ritiene indispensabile, il governo farà una sintesi non è un governo monocolore Pd" ha aggiunto Alfano ribadendo che se nel Consiglio dei Ministri si deciderà di procedere con la fiducia i ministri di Ap si opporranno senza se e senza ma.
Niente Ius Soli, da Alfano e Lupi è strappo con la Cei

LA STRATEGIA DI ALFANO
Eppure nelle ultime settimane si era parlato di spiragli da parte di Alfano, pronto a rivedere la sua contrarietà anche di fronte ai richiami di Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale che aveva invitato i cattolici a rivedere la loro posizione e a dare semaforo verde alla legge. Ma il leader di Ap ha capito chiaramente che sullo Ius Soli era in serio rischio la tenuta del partito, già messo a dura prova delle fuoriuscite che si sono registrate in Sicilia dopo la decisione di appoggiare il candidato governatore del Pd e di Leoluca Orlando, il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari. La maggioranza dei senatori di Ap è contraria allo Ius Soli e  Roberto Formigoni aveva minacciato la rottura nel caso in cui Alfano avesse dichiarato che l'alleanza col Pd andava oltre la Sicilia e riguardava anche il piano nazionale. 
Anche la scelta di Maurizio Lupi come coordinatore sembra tanto il frutto di una mediazione con Formigoni e company contrari a proseguire la collaborazione col Pd renziano anche dopo le elezioni. Di alleanze al momento non si parla ma Lupi si sa ha da sempre ottimi rapporti con Berlusconi (e a dire il vero non dispiace nemmeno a Salvini) e anche questo aspetto non può certo passare inosservato. Intanto aver affossato definitivamente lo Ius Soli ha impedito la levata di scudi del gruppo senatoriale, placando anche i malumori di una base sempre più attirata dalla prospettiva di un ritorno nel centrodestra, magari nell'ambito di quell'operazione "grande centro" che Berlusconi sta tentando di realizzare per tagliare le gambe alle aspirazioni di leadership di Matteo Salvini. 

LE PAROLE DI LUPI
Anche il neo coordinatore Lupi ha bocciato lo Ius Soli: "Serve una legge, ma una buona legge. ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento. Per noi si tratta di una questione chiusa per quanto riguarda questa legislatura, se ne potrà riparlare nella prossima" ha aggiunto.
A chi accusa Ap di inseguire la Lega sul tema dell'immigrazione Lupi risponde: "La differenza tra noi e la Lega è assoluta. Il Carroccio  fa della legge una bandiera ideologica, mentre noi chiediamo un cambiamento perchè crediamo che la cittadinanza sia un tema fondamentale. A fine legislatura non è opportuno intervenire su un tema tanto divisivo. Aspettare sei mesi non cambia nulla". 

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