Germania, guerra di fakenews sull'Afd. Dalla leader lgbt alle bandiere d'Israele

27 settembre 2017 ore 11:33, intelligo
L'ascesa trionfale dell'Afd, il partito di estrema destra tedesco, che in tre anni ha triplicato i voti diventando il terzo partito rappresentato nella Bundestad, in poche ore ha dato il via alla caccia alle streghe contro i nuovi nazisti d'Europa. Una cavalcata, quella del partito della giovane leader, Alice Weidel, che ha saputo rastrellare consensi in ogni land della Germania, succhiando spesso voti sia alla Cdu che all'estrema sinistra. Un successo senza precedenti fondato, secondo le classiche teorie del pensiero unico che invadono tv e salotti, semplicemente sull'antipolitica e su quella capacità, dicono, tipica dell'estrema destra di rigenerarsi alimentando odio e razzismo contro tutto ciò che minaccia la sovranità nazionale. In questi lunghi mesi di campagna elettorale, ma soprattutto nei minuti successivi ai primi exit poll tedeschi, sui media nazionali e sui principali blog e social è quindi partita l'offensiva contro i 94 deputati dell'Afd eletti democraticamente, accusati di tutto. "Sono impresentabili, hooligan, negazionisti, neonazisti" si legge anche nei titoli dei giornaloni italiani. Un'offensiva feroce che mira a macchiare un successo che invece dovrebbe far riflettere i partiti tradizionali. Un attacco violento alle idee di questo movimento, tacciato di razzismo, omofobia e quant'altro. 
Germania, guerra di fakenews sull'Afd. Dalla leader lgbt alle bandiere d'Israele
XENOFOBIA E OMOFOBIA: GUERRA DI FAKE NEWS 

Eppure andando a sfogliare nel programma elettorale dell'Afd e soprattutto sulla storia personale della sua leader si scopre che l'abito indossato dall'estrema destra tedesca ha mille sfaccettature che smascherano alcune delle principali fake news che girano su di loro. La prima accusa di essere "come tutti i partiti di estrema destra contro l'omosessualità", è smentita chiaramente da Alice Weidel, lesbica e sposata con Sarah Bossard, produttrice cinematografica originaria dello Sri Lanka, con cui ha una seconda residenza in Svizzera dove insieme stanno crescendo due figli adottivi. La sua omosessualità la Weidel l'ha resa pubblica in campagna elettorale, spiegando anche la sua posizione a favore della famiglia e del matrimonio ritenuti garanzia della coesione sociale.  
La Weidel, in linea con il programma dell'Afd, si è detta contraria al gender mainstreaming, ma non ai gay e alle adozioni di bambini stranieri. L'altro "fardello" messo sulle spalle della destra tedesca è quello dell'intolleranza nei confronti degli immigrati, un altro stereotipo smentito nel programma elettorale con cui hanno conquistato il 12,6% dei consensi e 94 posti nella Bundestag. Sull'immigrazione, infatti, le tesi sostenute sono chiaramente orientate alla difesa dei confini e della sovranità nazionale ma sempre in un ottica di maggiori controlli e di una revisione drastica del diritto d'asilo. Ricordiamo che la moglie della leader, Sarah Bossard, è originaria dello Sri Lanka quindi più che di incoerenza della linea, si tratta di diffusione da parte dei media di un'immagine che non corrisponde al programma e al privato della Weidel. 
Stesso discorso sull'antisemitismo. A smentire un altro dei stereotipi contro il partito della Weidel è un tweet della giornalista Mariagiovanna Maglie in cui i leader dell'Afd si sono fatti immortalare con la bandiera israeliana. 

di Daniele Piccinin
autore / intelligo
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