Un nuovo teste è l'asso nella manica nel caso Cucchi

27 settembre 2017 ore 23:59, Luca Lippi
Alle porte il nuovo processo per il caso Cucchi con importanti colpi di scena. L’avvocato Fabio Anselmo, il legale che assiste la famiglia Cucchi, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato: “C'è un nuovo testimone che si è fatto avanti alcuni giorni fa la cui deposizione è importante perché ci descrive uno Stefano particolarmente in difficoltà fisiche, aggrappato alle sbarre che non riesce a reggersi in piedi, altro che lesioni dolose lievi”. La conferenza stampa è stata convocata per la presentazione del nuovo processo, un caso che ha interessato gran parte della società civile e coinvolto anche la politica per il coinvolgimento nella vicenda di ‘servi dello Stato’. Alla conferenza stampa era presente anche la sorella del geometra romano deceduto nel 2009, Ilaria, e anche il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani. Il processo inizia il 13 ottobre e vede imputati cinque carabinieri.
Un nuovo teste è l'asso nella manica nel caso Cucchi
Omicidio preterintenzionale. È questa l’accusa con cui il giudice del Tribunale di Roma, Cinzia Parasporo ha rinviato a giudizio i carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, nell'ambito dell'inchiesta bis sulla morte di Stefano. Secondo gli atti, Cucchi sarebbe stato picchiato selvaggiamente “con schiaffi, calci e pugni”, che gli avrebbero provocato gravi lesioni. Per il pm Giovanni Musaró, a causa del pestaggio il giovane avrebbe riportato la rottura di una vertebra e la lesione delle radici posteriori del nervo sacrale, con conseguente “ritenzione urinaria e bradicardia giunzionale” che, per l'accusa, avrebbero provocato un'aritmia mortale. Altri due militari, sono accusati di falso e calunnia. Si tratta del maresciallo Roberto Mandolini (che comandava la stazione) e Vincenzo Nicolardi, al quale viene contestato solo il secondo reato. 
Sul nuovo teste l’avvocato Anselmo ha inoltre dichiarato che descrive il clima in cui era costretto a vivere chi era depositario di una verità diversa da quella cosiddetta ufficiale. Non ha parlato perché era in carcere, a Regina Coeli. Nella deposizione parla di uno Stefano che non si reggeva in piedi con buona pace di coloro, periti compresi, che parlavano di lesioni dolose lievi. Sarà un processo che potrà dimostrare a me e a tutti noi che la giustizia può essere davvero giusta e uguale per tutti. Questa volta l'imputato non sarà Stefano Cucchi, ma sarà un processo serio per la verità. Pensiamo a quanti Stefano Cucchi non hanno avuto questa possibilità". 

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autore / Luca Lippi
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