Espulso tunisino "importante": "Doveva colpire l'Italia per vendetta"

29 dicembre 2016 ore 19:43, Adriano Scianca
Continua a essere alta l'allerta terrorismo, anche se, fortunatamente, stavolta la notizia è di un attentato sventato, non portato a termine. Il protagonista di questa storia è Bendhiab Nasreddin, 23enne tunisino residente in provincia di Brescia espulso dall'Italia perché, a metà novembre, avrebbe ricevuto indicazioni, da una persona a lui nota, di compiere attentati nel nostro Paese simili a quelli di Francia e Belgio, per ritorsione contro le operazioni dell'Italia in Libia. 

Espulso tunisino 'importante': 'Doveva colpire l'Italia per vendetta'

L'uomo risiedeva a Edolo. Operaio ed ex studente del Cfp Zanardelli, abitiva a due passi dal cento storico insieme al fratello, praticamente suo coetaneo. Le indagini di polizia hanno documentato che lo straniero era collegato a un foreign fighter marocchino, già domiciliato nel milanese, con il quale era in contatto tramite social network. Rientrato in Italia il 15 agosto scorso, dopo un prolungato periodo in Tunisia, il tunisino aveva manifestato "chiari indicatori di radicalizzazione". Le attività investigative, operate anche con la collaborazione internazionale e dei servizi di intelligence, hanno evidenziato che a metà novembre 2016 aveva ricevuto indicazioni, da una persona a lui nota, di compiere attentati in Italia simili a quelli compiuti in Francia e in Belgio. 

Inoltre, il tunisino espulso oggi, aveva manifestato l'intenzione di lasciare l'Italia quanto prima per unirsi allo Stato Islamico. L'espulsione del tunisino "non è collegata con Amri ma non è un'espulsione qualsiasi" perché la persona allontanata dall'Italia "è una persona importante", ha commentato il ministro dell'Interno Marco Minniti nel corso di un incontro con la stampa al termine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. L'uomo "era pronto a colpire", ribadisce Minniti, ricordando che l'espulsione "è uno strumento importante perché ci consente di intervenire nella fase dell'incubazione dell'attacco". Con il provvedimento eseguito oggi, conclude il Viminale, salgono a 132 gli espulsi con accompagnamento in frontiera dal gennaio 2015, di cui 66 dall'1 gennaio 2016.
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