Francia, l'agonia elettorale di Fillon: moglie indagata "per colpa sua"

29 marzo 2017 ore 10:04, Adriano Scianca
Penelope Fillon ufficialmente indagata. Si tratta dell'ennesima tegola sul candidato di centrodestra, il marito François, anche se si tratta di un passaggio che molti davano per scontato. L'accusa è “complicità in appropriazione indebita di fondi pubblici” e “frode aggravata”. Lo riferisce per primo il sito Bfmtv. Madame Fillon è accusata di aver ricevuto oltre 830 mila euro per presunti impieghi fittizi quale assistente parlamentare del marito. Non solo. Penelope Fillon è anche sospettata di aver falsificato documenti per giustificare il suo impiego all'Assemblée Nationale, il parlamento francese. 

IL CROLLO NEI SONDAGGI
Francia, l'agonia elettorale di Fillon: moglie indagata 'per colpa sua'
Ovviamente l'inchiesta ha un peso sulle elezioni presidenziali che si terranno il 23 aprile. Il candidato conservatore, partito con il vento in poppa, ha ormai pochissime chance di riuscire a superare il primo turno delle elezioni e passare al ballottaggio del 7 maggio dove si scontreranno con ogni probabilità l'ex ministro dell'Economia, Emanuel Macron, e Marine Le Pen. Come noto, l'inchiesta nasce da uno scoop de Le Canard Enchainé, che dimostrò come tra il 1988 e il 2013, con intervalli e pause, la signora Fillon fosse stata assunta come assistente parlamentare prima con il marito e poi, quando lui è diventato premier, del suo sostituto. Non che la cosa sia vietata, in Francia, a differenza che in Italia, il problema è che sembrerebbe trattarsi di impieghi fittizi. 

PROVE POCO CHIARE
Penelope non è mai stata vista all'Assemblée Nationale e pochissimo in altre situazioni pubbliche, inoltre non aveva né un account email né un tesserino per entrare nel Parlamento. Lei stessa ha raccontato nelle sue rare interviste di volersi dedicare alla vita famigliare e rimanere lontana dai riflettori della politica. Progetto lodevole, se non avesse nel frattempo intascato quasi un milione di euro di soldi pubblici. “Abbiamo fornito documenti per accertare la verità”, commentò a caldo Antonin Lévy, l'avvocato dell'ex premier. Documenti che evidentemente non hanno convinto fino in fondo la procura. Secondo Fillon, la moglie svolgeva un'attività di rassegna stampa, correggeva i suoi discorsi, rispondeva alla corrispondenza. Un'attività di cui ci sono “poche prove tangibili” ha ammesso il legale. Penelope è stata inoltre pagata in tutto 100mila euro come collaboratrice della rivista Revue des Deux Mondes, proprietà di un amico di famiglia miliardario, ma il direttore ha negato di aver mai lavorato con lei. Infine, il Canard rivela che Fillon ha stipendiato due dei suoi figli quando era al Senato per un totale di 84mila euro. 
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