Sicilia, Crocetta non molla e rilancia: "Io in campo e Pd via dalla giunta"

30 agosto 2017 ore 16:42, Americo Mascarucci
Matteo Renzi e Leoluca Orlando vogliono farlo fuori ad ogni costo (in senso politico ovviamente) ma lui Rosario Crocetta governatore uscente, non ne vuole sapere di ritirarsi. Il segretario del Pd avrebbe già voluto fargli fare da tempo la stessa fine di Ignazio Marino ma Crocetta ha resistito e sembra deciso a resistere anche adesso. Non vuole imporre il suo nome al Pd ma chiede che la scelta del candidato alla presidenza dell'Ars siciliana sia delegata agli elettori attraverso le primarie. Poi, se gli elettori decideranno che non dovrà essere più lui a guidare la coalizione si farà da parte. Questo in sostanza il discorso di Crocetta che però, se qualche orecchio attento ha trovato sul territorio, sembra destinato a non essere preso nemmeno in considerazione a Roma, zona Nazareno. 
Renzi infatti in accordo con il sindaco di Palermo Orlando, grande antagonista di Crocetta, e con Angelino Alfano ha deciso di puntare sul rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari al punto da rifiutare il faccia a faccia con Crocetta volato a Roma per incontrarlo. Gli è stato concesso soltanto di parlare con il segretario regionale Fausto Raciti che però gli avrebbe ribadito l'intenzione del Pd di sostenere Micari con l'invito a dare una mano. Cosa che Crocetta non indende fare.
Sicilia, Crocetta non molla e rilancia: 'Io in campo e Pd via dalla giunta'

COSA HA DETTO CROCETTA
"Io non sarò elemento di rottura con il Pd ma mi faccio portavoce di una base indignata per scelte fatte senza confronto - attacca Crocetta - Abbiamo assistito a un progetto calato dall'alto. Sono indignato perché ieri mentre mi confrontavo con il segretario Fausto Raciti ricevo un messaggio di un incontro tra Micari, Cardinale, Castiglione e Orlando: vi pare questo un progetto civico? Io con il Megafono ho contribuito alle vittorie del Pd alla Regione e con Bianco a Catania".
La via maestra per trovare un accordo per il presidente uscente resta quella delle primarie che però Renzi, Orlando e company non sono disponibili a concedere. Se il Pd tirerà dritto per la sua strada il Governatore sembra pronto ad aprire la crisi in Regione. Un atto di rottura con il Pd che faccia comprendere l'impossibilità di proseguire un'esperienza amministrativa con chi, al termine della legislatura, sembra voler buttare al macero cinque anni di governo. 
"L’ipotesi del governo del presidente è molto realistica - attacca il governatore siciliano - Se loro continuano a sostenere Micari e rifiutano le primarie, non possono non ritirare dal governo la loro delegazione. Non sono io che sarò il responsabile di un’eventuale crisi di governo regionale, ma sarà una naturale conseguenza". Basterà questo a spaventare i dirigenti del Pd locale? 
C'è chi starebbe lavorando per convincere Renzi ad offrire a Crocetta una sorta di "buona uscita", ossia una candidatura sicura per lui alla Camera e al Senato con la promessa di un incarico di governo in caso di futura vittoria alle politiche. Soluzione che potrebbe ricomporre la frattura ed evitare che Crocetta, correndo con un proprio movimento, favorisca la vittoria degli avversari, in testa il Movimento 5Stelle. Ma al momento non c'è nulla di concreto, ragione per cui Crocetta non sembra deciso a fare il tanto auspicato passo indietro. 

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