Il peso dell'evasione fiscale sull'Italia. Rischio stangata per il Tax-Gap

30 marzo 2017 ore 10:19, Anna Lisa Renoldi
Sono circa 110 miliardi di euro l’anno le tasse e i contributi evasi. Il dato emerge dalla "Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva” e sono stati illustrati da Enrico Giovannini, durante l'audizione alla Commissione Bicamerale, relativamente al periodo 2012-2014. In sostanza, il Tax-gap nel triennio cresce e il dato è assai più importante di quello esprime la cifra.

COS'E' IL TAX-GAP
Per Tax-gap si intende la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente incassate; o detto altrimenti la differenza tra le imposte che vengono effettivamente incassate dalle varie amministrazioni fiscali e quelle che si incasserebbero in un regime di perfetto adempimento spontaneo.La differenza, tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate, si è ampliata, nel 2014, a 111,6 miliardi di euro dai 108 miliardi del 2012.

PERCHÉ QUESTO AUMENTO
Il maggiore divario tra tasse da pagare e tasse effettivamente pagate si rintraccia in tema di Irpef da lavoro autonomo e di impresa, con un valore pari al 59%.
Il peso dell'evasione fiscale sull'Italia. Rischio stangata per il Tax-Gap
Per essere più chiari; il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.
Nel triennio 2012-2014, la propensione all'evasione è salita dal 23,6% al 24,8%, aggiunge il Presidente della Commissione, Giovannini che "i settori dove è maggiore sono i comparti a più bassa crescita di produttività". 
Da parte di Confesercenti, l’analisi va oltre la solita presunta "inclinazione all'evasione" delle imprese italiane, come sempre tirata in ballo in questi casi, "bisognerebbe analizzare approfonditamente anche l’effetto dell’abusivismo (offline e online) sul tax gap". 
L'associazione che rappresenta le piccole e medie imprese italiane spiega che si tratta di un fenomeno ormai fuori controllo: nel commercio e nel turismo gli abusivi hanno un giro d’affari di 21,4 miliardi di euro l’anno, il valore di una manovra.
Dall'incrocio dei dati camerali, dell'agenzia delle entrate e dell'Inps, "emergono quasi 100 mila irregolari nel solo commercio ambulante; a questi vanno poi aggiunte altre migliaia di attività abusive nella ristorazione e nella ricettività, la cui crescita è stata accelerata dall'insufficienza di regole e controlli sulle nuove piattaforme digitali di sharing economy". 
Secondo le simulazioni che Confesercenti ha condotto con Ref Ricerche, "se le attività abusive fossero azzerate, l'Erario recupererebbe 11,1 miliardi di euro. Risorse sufficienti non solo per finanziare la manovra correttiva richiesta dall'Unione Europa, ma anche per raddoppiare la platea di beneficiari del bonus da 80 euro. Ci guadagnerebbe anche l'occupazione: la regolarizzazione farebbe emergere 32 mila posti di lavoro aggiuntivi".

COME INTERVENIRE
Semplicemente col solito sistema della tracciablità delle movimentazioni, ma questo ha un costo e anche una compiacenza fra chi offre il privilegio dell’anonimato scambiando il privilegio con un risparmio considerevole.
Inoltre, la tracciabilità attraverso strumenti elettronici non considera i costi inutili che il fruitore e il commerciante deve sostenere non tanto per la sicurezza di non detenere contante, ma solo per potere incassare qualche euro in più che sconta facilmente sostituendo il costo dell’operazione con un vantaggio per il cliente in termini economici. Un beneficio percettibile nell’immediato e che va oltre la mera considerazione di non favorire il Fisco che in concreto, allo stato dell’arte, ofre poco o niente in cambio.

IN CONCLUSIONE
Il dato è assai più importante, semplicemente perché in relazione alle chiusure di esercizi e di PIva che inevitabilmente hanno ridotto la platea di contribuenti, e anche in relazione all’aumento delle imposte locali, pur restringendosi la base imponibile l’evasione aumenta sensibilmente. Se poi consideriamo, come spesso ricordiamo, che i dati relativi all’evasione si possono determinare sul ‘dichiarato non pagato’, perché sul non dichiarato non è possibile fare alcuna revisione semplicemente perché non esiste, allora il dato è solo il titolo di una relazione.

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