Legge elettorale, dal Pd sì a modello tedesco: ora voto utile e larghe intese

31 maggio 2017 ore 11:03, Americo Mascarucci
La direzione nazionale del Partito Democratico ha dato semaforo verde al sistema elettorale alla tedesca con sbarramento al 5%. E' dunque passata la proposta del segretario Matteo Renzi dopo che dagli incontri con Movimento 5 Stelle e Forza Itala è arrivato un sostanziale via libera al modello tedesco e alle elezioni in autunno.  Il documento è passato a larghissima maggioranza ma con l'astensione dei 33 componenti della mozione Orlando.
Legge elettorale, dal Pd sì a modello tedesco: ora voto utile e larghe intese
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VOTO UTILE - Se il sistema tedesco entrerà in vigore partirà la corsa al voto utile con l'obiettivo di sbarrare la strada ai piccoli partiti già fortemente penalizzati dallo sbarramento al 5%. Matteo Renzi lo dice a chiare lettere. "Io chiedo il voto utile, chiedo di votare per il Pd e il voto utile può provocare di tutto. Adesso non mettiamoci a fare i convegni sul sistema tedesco, ma mettiamoci a lavorare perché con il 5% possiamo fare un risultato straordinario".

LE LARGHE INTESE - Tuttavia ad occhio e croce il sistema tedesco sembra preludere alla necessità di dar vita a larghe intese dopo il voto. Del resto è ciò che spera anche Silvio Berlusconi che non a caso dopo aver sostenuto il proporzionale puro, ora è pronto ad appoggiare il sistema tedesco convinto che alla fine sia il più vicino alle sue aspirazioni: che, inutile nasconderlo, lo vedono interessato ad una grande coalizione sul modello tedesco. Anche se i sondaggisti sembrano escludere al momento la possibilità che Pd e Forza Italia in base alle attuali rilevazioni potrebbero avere i numeri necessari per formare una maggioranza in Parlamento senza la Lega di Salvini e il Movimento 5Stelle che però alle larghe intese sono allergici da sempre. Ma da qui a settembre tutto potrebbe ancora cambiare. 
Al momento l'obiettivo comune di Pd- M5S - Forza Italia e Lega sembra quello di far fuori Alfano e company che, sondaggi alla mano, con lo sbarramento al 5% avrebbero serie difficoltà a tornare in Parlamento. Renzi da un lato sembra voler utilizzare lo sbarramento come una clava per obbligare i centristi ad aderire al listone unico col Pd, mentre Berlusconi dall'altro punta a catalizzare i consensi dei moderati sfruttando anche lui il voto utile.

RENZI CONTRO ALFANO - Che l'idillio fra Renzi e il Ministro degli Esteri sia finito lo si evince chiaramente dalle parole del segretario Pd rivolte proprio all'ormai ex alleato di ferro: "Se uno non capisce che prima viene l'interesse del paese e poi di un partito, grande o piccolo che sia, non c'è nessuna polemica da fare ma semplicemente bisogna dire che noi stiamo da un'altra parte. Noi non stiamo qui a difendere il diritto di veto dei piccoli o grandi partiti". Il destino dei centristi sembra dunque ormai segnato e non a caso ieri dalle parti di Alernativa Popolare si chiedeva con insistenza di rinviare il voto a scadenza naturale agitando lo spettro dei problemi econoici. Ma appare evidente come l'interesse di Alfano sia quello di allungare i tempi per poter ponderare meglio le decisioni da prendere e tentare di mettere in piedi un rassemlamento di forze minori che, sommate fra loro, possano consentire di raggiungere la fatidica soglia del 5%. 

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