Fondi, Libia, redistribuzione migranti: nel piano Ue obblighi anche per l'Italia

05 luglio 2017 ore 11:16, Americo Mascarucci
La Commissione europea ha stilato un piano d'azione per l'immigrazione con l'obiettivo di mitigare il peso dell'accoglienza che in questo momento sembra gravare unicamente sull'Italia. Un piano che, se da un lato prevede interventi per aiutare l'Italia a far fronte all'emergenza, dall'altro chiede però al nostro Paese impegni concreti e obiettivi strategici. Insomma, l'Europa con una mano dà e con l'altra chiede. Tuttavia il fatto che la Commissione si interessi del problema e metta a punto un piano di interventi già di per sé sembrerebbe una buona notizia. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come è strutturato l'intervento europeo.
Fondi, Libia, redistribuzione migranti: nel piano Ue obblighi anche per l'Italia

IL PIANO - Il piano d'azione presentato dalla Commissione Ue per alleviare la pressione migratoria sulle coste italiane prevede che gli Stati membri si mobilitino per sostenere i rimpatri dei migranti irregolari e per accelerare i ricollocamenti. Inoltre la Commissione invita i Paesi a dare un maggior apporto al Fondo per l'Africa, per completare il contributo da 2,6 miliardi dal budget europeo, e ad andare avanti sulla riforma del regolamento di Dublino.
La Commissione punta poi ad aumentare le capacità di gestione del fenomeno migratorio da parte delle autorità libiche attraverso un progetto da 46 milioni di euro preparato insieme all’Italia, per sostenere lo sviluppo di un Centro di coordinamento per i soccorsi marittimi nel Paese nordafricano pienamente funzionante.
Prevista anche una forte mobilitazione delle agnezie Ue (Frontex, Agenzia Easo per l'asilo, la Guardia costiera e di frontiera Ue) per velocizzare il trattamento delle domande d'asilo e le operazioni di rimpatrio per chi non ne ha diritto, e per "esaminare urgentemente le proposte dell'Italia in relazione all'operazione navale congiunta Triton". Infine altro punto essenziale il lancio di un programma di reinsediamento dai campi profughi nei paesi di transito e accelerare la redistribuzione dall'Italia con una risposta più rapida alle richieste italiane.
La Commissione Europea lancia inoltre un nuovo programma di reinsediamenti di richiedenti asilo attualmente in Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan, insieme all'Unhcr. Il programma, che ha decorrenza immediata ed è volontario come tutti gli schemi di reinsediamento, dovrebbe contribuire a ridurre il cosiddetto 'pull factor', il fattore di attrazione, aprendo vie legali per arrivare in Europa alle persone bisognose di protezione internazionale che si trovano in quei Paesi.

OBBLIGHI PER L'ITALIA - L'Italia da parte sua dovrà preparare un codice di condotta per le navi Ong nel Mediterraneo per fare chiarezza ed evitare gli equivoci. Dovrà poi rispettare i propri impegni sulla redistribuzione, in particolare registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando le procedure e rendendo possibile la redistribuzione dei minori non accompagnati. Dovrà poi attuare rapidamente la legge Minniti creando ulteriori hotspot per la registrazione e migliorando le capacità di detenzione. Infine è chiamata ad aumentare i rimpatri, accelerando le procedure, elaborando un elenco dei Paesi sicuri ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.

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