Un giapponese a Pearl Harbor: l'asse Abe-Trump in vista del riarmo

06 dicembre 2016 ore 15:56, Adriano Scianca
Shinzo Abe restituisce l'omaggio di Obama, ma avendo in testa il suo rapporto con Trump. Il premier giapponese, infatti, si recherà a Pearl Harbor, primo rappresentante nipponico in visita al porto dell'isola hawaiana nei 75 anni seguiti all'attacco aereo che aprì le ostilità tra Washington e Tokyo. Si tratta, con ogni evidenza, di un gesto simbolico che risponde a quello di sette mesi fa con cui Obama si recò a Hiroshima. Allora, tuttavia, il presidente Usa si limitò a deplorare i lutti della guerra, senza però chiedere scusa. 

Un giapponese a Pearl Harbor: l'asse Abe-Trump in vista del riarmo

Neanche Abe ha intenzione di cospargersi il capo di cenere: “L'obiettivo di questa visita è di commemorare le vittime del conflitto, non di chiedere scusa”, ha dichiarato il capo di gabinetto di Abe, Yoshihide Suga. “La visita sarà un'opportunità per dimostrare alle future generazioni la nostra volontà irremovibile di non ripetere gli orrori e le sofferenze della guerra e nello stesso tempo un'opportunità per mostrare la riconciliazione tra Giappone e Stati Uniti”. Riconciliazione iniziata con Obama, ma che ora si trova di fronte all'incognita Trump. Abe è stato il primo uomo politico estero a incontrare il nuovo presidente, a New York, poche ore dopo la vittoria elettorale. 

Gli Usa, inoltre, stanno per restituire ai giapponesi 4 ettari di territorio a nord di Okinawa, dove è presente un campo d'addestramento americano. Sembra, inoltre, che Trump voglia il ritiro dei 47mila soldati americani di stanza nell'arcipelago, aprendo in compenso al riarmo del Giappone, anche in chiave nucleare. Mossa che causerebbe una pesante escalation con la Cina, che vede sempre di cattivo occhio l'attivismo del vicino. Insomma, lo scenario asiatico sembra stia per mutare rapidamente.
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