Elezioni, col listone unico Berlusconi cerca il "premio" (di maggioranza)

06 settembre 2017 ore 11:50, Americo Mascarucci
Si torna a parlare di lista unica del centrodestra alle prossime elezioni politiche. Lo stallo sulla legge elettorale e le difficoltà nell'individuare un sistema di voto supportato da un'ampia maggioranza parlamentare, starebbero facendo ipotizzare ogni giorno di più il rischio di andare al voto con i sistemi elettorali vigenti, nonostante a detta di tutti siano incompatibili e renderebbero quasi impossibile la possibilità di avere una maggioranza parlamentare omogenea nei due rami del Parlamento. Al Senato si voterà con un sistema basato su coalizioni di partiti con premio regionale, dove ogni forza politica potrà far valere il proprio peso elettorale anche in un'ottica di alleanza. Alla Camera invece è previsto il premio di maggioranza non per le coalizioni ma per i partiti. Entrambi i sistemi elettorali sono il frutto di correttivi inseriti dalla Corte Costituzionale.
Elezioni, col listone unico Berlusconi cerca il 'premio' (di maggioranza)

IL LISTONE
Alla Camera dunque il centrodestra senza una lista unica non avrebbe, sondaggi alla mano, la forza per competere con il Pd e il Movimento 5Stelle. Soltanto se Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e altri raggruppamenti minori che ruotano nell'alveo del centrodestra si presenteranno in un listone unico potrebbero avere la possibilità di ottenere il premio di maggioranza. Ecco quindi che, tenuto conto dei tempi sempre più stretti che separano dal voto e le difficoltà oggettive di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, nel centrodestra si starebbe lavorando dietro le quinte alla costruzione di un listone. Operazione portata avanti dalle seconde file e che al momento non coinvolgerebbe direttamente i leader di partito. La trattativa sarebbe al momento limitata ai capigruppo parlamentari. Nelle ultime ore starebbero circolando anche ipotesi sulla formazione stessa di questo listone e la suddivisione delle candidature. Lega e Forza Italia si dividerebbero rispettivamente il 37% delle quote, lasciando il 14% a Fratelli d'Italia e il 12% alle forze minori ovvero Stefano Parisi, la Brambilla, la Dc di Rotondi, il gruppo di Quagliariello, l'Udc di Cesa, i Sovranisti di Alemanno e Storace, Direzione Italia di Fitto, i Repubblicani, i Socialisti di Centrodestra, i Liberali ecc. 
Al Senato invece ognuno correrebbe in coalizione con i propri simboli avendo così modo di contarsi e far valere il proprio peso. 
Si sta parlando ovviamente di ipotesi, anche se si tenterà fino all'ultimo di trovare una legge elettorale il più possibile omogenea per entrambi i rami del Parlamento: ma se Pd e Lega spingono in senso maggioritario, Forza Italia sembra insistere con il proporzionale. E giorno dopo giorno le possibilità di un accordo sembrano assottigliarsi di più.

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