Orlando non gioca col fuoco, crisi per l'Italia "E' rischio"

07 aprile 2017 ore 12:53, Luca Lippi
Andrea Orlando, a margine della visita al ‘Salone del Mobile’ di Milano, in relazione al rischio di un ritorno alle urne senza prima mettere mano alla legge elettorale, lancia un monito al Paese dichiarando che l’Italia deve stare attenta a "non scherzare con il fuoco". Ha poi pèroseguito scendendo nel dettaglio: "I timidissimi segnali di ripresa e invece le preoccupanti dinamiche che hanno riportato lo spread a livello più alto, a 200, consiglierebbero a tutti di non scherzare con il fuoco, perché con il fuoco in questo momento si rischia di bruciarsi e di fare del male al Paese".
Quindi il ministro della giustizia invita tutti a una:Discussione seria sì, ma non mettiamo a rischio la possibilità di portare fino in fondo alcune riforme che sono essenziali nel rapporto con l'Unione europea e, soprattutto, di una nuova legge elettorale, perché le urne senza sbocco significano mettere il Paese in una situazione dalla quale con fatica siamo riusciti a tirarlo fuori in questi anni".
Orlando non gioca col fuoco, crisi per l'Italia 'E' rischio'
Orlando invita la politica a pianificare un confronto pacato e costruttivo per ricomporre l’incidente avvenuto nella elezione del presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. Orlando ha sottolineato:  “La questione fondamentale è che, se la commissione diventa un luogo di conflitto e scontro, diventa più complicato fare una legge elettorale, della quale abbiamo assolutamente bisogno. Senza questa legge elettorale rischiamo di andare verso uno scenario di ingovernabilità oppure verso le larghe intese. Non saprei dire delle due quale è l’ipotesi peggiore”. 
Sollecitato dai cronisti sul fatto che a qualcuno potrebbe interessare andare a elezioni anticipate Orlando ha risposto: “Questo non posso escluderlo. Non credo che corrisponda, senza una legge elettorale, all’interesse del Paese”.
Di fatto, un alfaniano (ex) occupa il posto del Pd. Salvatore Torrisi di Alternativa Popolare è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, con 16 voti,  a scrutinio segreto. Torrisi ha preso il posto di Anna Finocchiaro, attuale ministro dei Rapporti con il Parlamento. Il capogruppo del PD e candidato ufficiale dei dem Giorgio Pagliari si è fermato a 11 voti su 17 potenziali senatori schierati, a dispetto di un accordo all’interno della maggioranza. Immediato lo scambio di accuse tra le forze politiche alla ricerca del responsabile del “tradimento”.  

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autore / Luca Lippi
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