Offensiva anti-Isis a Raqqa: quasi libera ma con strage di civili

07 giugno 2017 ore 10:20, Americo Mascarucci
Le milizie curdo-siriane sostenute dagli Stati Uniti sono entrate nella parte urbana di Raqqa, roccaforte dell'Isis nel nord della Siria. Secondo alcune fonti l'attacco curdo-americano avverrebbe per ora sul lato orientale di Raqqa. Lo rende noto l’operazione Inherent resolve in un comunicato. "Le forze democratiche siriane e i loro partner della Coalizione Araba Siriana (SAC) hanno lanciato l’offensiva per cacciare Daesh dalla sua cosiddetta capitale di Raqqa, nel nord della Siria, il 6 giugno", si legge nel testo. La città è da tempo bersaglio delle diverse parti coinvolte nel conflitto siriano: il Governo di Damasco, la Russia, la Turchia e la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. 

L'OFFENSIVA - Il 5 novembre scorso le Forze democratiche siriane, alleanza arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti, hanno lanciato l’offensiva ‘Ira dell’Eufrate’ per riconquistare Raqqa. Si stima siano 300.000 i civili che hanno vissuto sotto l’amministrazione dell’Isis, tra cui 80.000 sfollati da altre zone del Paese, ma in migliaia hanno cominciato a lasciare la città con l’avvicinarsi delle forze arabo-curde. 
"La battaglia sia sul fronte di Raqqa che su quello di Mosul sarà lunga e richiederà combattimenti duri" spiega il generale Usa Townsend, a capo della coalizione. 

I DUBBI DELLA TURCHIA - L'operazione è resa difficile dal fatto che il governo turco ha annunciato rappresaglie qualora vi siano sconfinamenti in territorio turco dal momento che Raqqa si trova a nemmeno cento chilometri dal confine Turco-siriano. Ma sono soprattutto i curdi a preoccupare Erdogan dal momento che questi costituiscono il 70-80% delle forze in campo e sarebbero legati al Pkk turco considerata un’organizzazione terroristica. Non a caso Erdogan ha protestato con gli Stati Uniti per la scelta di armare i curdi perché Ankara teme che le armi possano finire anche nelle mani dei combattenti del Pkk. Insomma, una volta liberata Raqqa Ankara teme che il conflitto possa estendersi anche in territorio turco. 
 
LE VITTIME - Intanto si continuano a contare molte vittime tra i civili: un numero imprecisato di morti si è registrato nella parte est della città, in seguito a un raid aereo della Coalizione guidata dagli Usa su un edificio scolastico che ospitava famiglie di sfollati. Il bombardamento sulla scuola trasformata da tempo in centro di accoglienza di senza tetto, è avvenuto nel quartiere orientale di Mashlab, interessato dall'offensiva delle milizie curdo siriane. I jihadisti a difesa della città sono stimati fra i 3 e i 4 mila dai servizi segreti americani anche se pare ormai certo che a resistere siano ormai rimaste soltanto le seconde e terze file. I quadri dirigenti si sarebbero già ritirati da tempo convinti che la battagolia sia ormai perduta. Agli Usa interessa liberare Raqqa soprattutto per spuntare le armi alla propaganda dell'Isis e scoraggiare soprattutto la possibilità di nuovi arruolamenti. 

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