'Sos giovani' di Confindustria, ma il governo ci sta già pensando

14 settembre 2017 ore 17:05, Luca Lippi
Il Centro Studi di Confindustria alza le stime del pil a 1,5% quest'anno e all'1,3% nel 2018 rispetto all'1,3% e all'1,1% indicati tre mesi fa. Sempre il Csc, però, lancia l’allarme sulla bassa occupazione giovanile. In sostanza, per Confindustria l’uscita dalla recessione è più vicina e si consolida nei dati ma lascia una scia negativa che colpisce soprattutto la platea giovanile sempre più in difficoltà occupazionale. A trascinare la crescita sono l'export e gli investimenti, sostenuti dai provvedimenti governativi a favore dell'acquisto di beni strumentali.
A parte qualche limatura, ma che gli esperti comunque valutano in positivo, a questo devono aggiungersi gli effetti della prossima legge di bilancio, attesa a migliorare i saldi dello 0,5% del pil per il 2018, perché "non se ne conoscono reale ammontare e composizione". Molto dipenderà dagli incentivi agli investimenti, dalla loro durata effettiva e dalle risorse ulteriori che verranno messe in campo.
'Sos giovani' di Confindustria, ma il governo ci sta già pensando
Sempre dal report del Csc si legge in miglioramento il deficit pubblico: 2,1% del pil dal 2,4%, senza includere manovra e clausole di salvaguardia, e 2,3% nel 2018. In più si può ipotizzare una discesa del rapporto tra debito pubblico e pil: dall'132,6% di quest'anno (come nel 2016) all'131,8% il prossimo. Anche queste previsioni non incorporano la legge di bilancio che avrà un impatto netto sul deficit di 0,5 punti di pil e che potrebbe perciò ridurre di 2 decimi di punto il tasso di crescita.

LA PRESSIONE FISCALE
Dal report del Centro studi di Confindustria si attesterà al 42,5% del pil quest'anno e al 42% nel 2018. Il credito alle imprese "non è più un forte freno alla ripresa, ma nemmeno la sostiene". Sciolto il nodo di alcune situazioni di crisi, "c'è minore incertezza". I prestiti alle famiglie sono in crescita (+0,3% al mese) con un'offerta allentata e una domanda in espansione.

CONSUMI
Sono attesi in aumento dell'1,3% quest'anno e dell'1,2% nel 2018, mentre l'inflazione rimarrà ai valori attuali (+1,4% nel 2017, +1,2% nel 2018). In accelerazione gli investimenti: +2,3% quest'anno e +3,1% il prossimo. L'export italiano accelererà (+4,9% nel 2017 e +3,8% nel 2018) e guadagnerà quote di mercato. Sarà sostenuto dal rafforzamento della domanda globale, ma sarà frenato, specie nel 2018, dall'apprezzamento del cambio.

OCCUPAZIONE
Secondo Confindustria  sale dell'1,1% e nel 2018 dell'1% (+500mila posti aggiuntivi, i cosiddetti ULA – Unità Lavorative Annue), dopo il +1,4% del 2016. Tuttavia, ha avvertito il Centro di Studi di Confindustria, l'allungamento degli orari ancora corti smorza la creazione di posti di lavoro, specie nell'industria. Comunque, quest'anno saranno recuperati un milione di posti di lavoro. Quest'estate gli occupati sono tornati sopra a 23 milioni, sui livelli pre crisi (2008). Alla fine del biennio previsto saranno di 160mila unità oltre il picco della primavera 2008. Avevano toccato il minimo in autunno 2013
(-988mila unità).
Il tasso di disoccupazione calerà all'11,2% quest'anno rispetto all'11,7% del 2016 e al 10,6% nel 2018. Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, nel mercato del lavoro sono ancora 7,7 milioni le persone a cui manca lavoro in tutto o in parte (erano 8,1 milioni nel 2014). "Il mercato del lavoro non è la Cenerentola del recupero in atto. Da fine 2013 abbiamo già recuperato quasi un milione di posti di lavoro e, alla fine dell'anno prossimo, le persone occupate supereranno di 160mila unità il livello pre-crisi", ha previsto il Centro di Studi di Confindustria.

IL DRAMMA GIOVANILE
La fuga dei giovani all'estero, legata alla mancanza di lavoro, costa all'Italia un punto di pil l'anno, circa 14 miliardi di euro. In sette anni il fenomeno ha subito un'accelerazione impressionante: si è passati dai 21 mila emigrati under 40 del 2008 ai 51mila del 2015. "La bassa occupazione giovanile è il vero tallone d'Achille del sistema economico e sociale italiano", ha tuonato Confindustria.
In conclusione, bisogna aspettare la Legge di bilancio 2018 per vedere se questi numeri possono migliorare e soprattutto se è possibile rafforzare la crescita utile anche per ‘richiamare’ in Italia chi è dovuto andare via per lavorare.

#Confindustria #CentroStudi #Stime #Migliorano #Disoccupazione #Giovani 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...