Pensione futura prima dei 70 anni, il calcolo per uscirne al meglio

16 ottobre 2017 ore 15:29, Luca Lippi
Sapere in anticipo quale sarà la propria pensione. Secondo quanto detto dai media fino a qualche mese fa era la cosa più semplice del mondo, e infatti lo è. Ma è possibile fotografare la situazione cristallizzandola all’oggi. Quello che sarà realmente domani è differente. Sul sito dell’Inps è possibile sapere ad oggi quale sarebbe la pensione futura (rimanendo integre per i prossimi anni tutte le potenzialità retributive). Questo è possibile farlo collegandosi alla pagina delò portale istituzionale Inps dove calcolare con relativa semplicità la propria pensione futura 
Un fatto concreto, però, che pochi considerano, è che qualunque motore di calcolo non potrà mai mettere in conto la non continuità retributiva e soprattutto le scadenze temporali di reale quiescenza che variano al variare dell’aspettativa di vita che adegua i calcoli ogni due anni, così come deciso dalla legge Fornero.
Pensione futura prima dei 70 anni, il calcolo per uscirne al meglio

IL CALCOLO DELLA PENSIONE
Dal 1995 gli assegni si misurano sulla base dei contributi versati. In pratica, per ogni anno di lavoro viene accantonata una somma determinata applicando l’aliquota di computo sul reddito imponibile per i dipendenti del 33% e al per gli autonomi del 20% mentre per gli iscritti alla gestione separata determinata annualmente. A fine anno la contribuzione ottenuta andrebbe rivalutata al tasso di capitalizzazione, dato dalla variazione media del Pil del quinquennio precedente, calcolato dall’Istat. La rivalutazione dovrebbe essere operata al 31 dicembre di ogni anno con effetto sulle pensioni con decorrenza 1° gennaio dell’anno successivo.
In soldoni: con il regime contributivo, i dipendenti potranno godere di un assegno pari al 60-70% dell’ultimo stipendio (40-50% per gli autonomi), detto questo, è piuttosto facile da capire che urge tutelarsi con un piano finanziario personalizzato e calibrato in base all’età e al tipo di lavoro.
L’età pensionabile
Per il 2017 le età per la pensione di vecchiaia 2017:
-66 anni e 7 mesi per lavoratori dipendenti del privato,
-66 anni e 7 mesi per lavoratori autonomi,
-66 anni e 7 mesi per lavoratrici del pubblico impiego,
-66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome,
-65 anni e 7  mesi per lavoratrici del privato.

MA QUANTO SARÀ REALMENTE LA PENSIONE DI ANZIANITÀ?
Per i lavoratori più giovani saranno assai più basse di quelle dei loro genitori. Ragione per cui dovranno provvedere al più presto a una rendita integrativa.Chi, oggi, ha 30 anni, non vedrà l’assegno della pensione prima dei 70 anni, forse anche dopo, e potrà essere costretto a versare 50 anni di contributi. Colpa dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Riguardo l’importo poi, meglio non parlarne.

LA PENSIONE INTEGRATIVA
Per un futuro tranquillo meglio muoversi subito anche perché più tardi si comincia maggiore è il costo da sostenere. La pensione integrativa non è altro che una pensione aggiuntiva ed è anche una forma di risparmio, fiscalmente agevolata. Possono sottoscriverla tutti, dipendenti, autonomi, liberi professionisti e soci di cooperative. In particolare i giovani per cui la pensione obbligatoria, anche per discontinuità nei versamenti, potrebbe essere molto più bassa rispetto al reddito precedente.
Esitono tre tipologie di piani pensionistici integrativi, aperti, chiusi e i piani individuali pensionistici (Pip). Quelli aperti sono gestiti da società private, di gestione del risparmio, banche e compagnie assicurative. Chiusi sono quelli che si basano su accordi fra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali. I piani individuali pensionistici sono, invece, strutturati sulla base di una polizza assicurativa caso vita. In pratica si tratta di una polizza che permette di avere un capitale se, al momento della scadenza, l'assicurato è ancora in vita.

QUANTO VERSARE 
Per avere mille euro in più da anziani al mese è realistico versare un centinaio di euro al mese quando si ha 30 anni. Dai 40 anni si dovrà investire nella pensione integrativa quasi il doppio. I fondi pensione prevedono la possibilità di ottenere anticipazioni e somme in acconto su quanto maturato. In primo luogo gravi motivi di salute personali, del coniuge o dei figli; l'acquisto o ristrutturazione della casa per sé o per i figli e poi la disoccupazione, messa in mobilità o cassa integrazione. L'intera posizione potrà essere riscattata nei casi più gravi come l'essere senza impiego da più di 4 anni e in caso di invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di 1/3. Se il titolare del fondo pensione dovesse morire prima di raggiungere l'età del ritiro dal lavoro, i soldi andranno ai beneficiari o, se non ci sono, agli eredi.

ALTRE FORME DI INTEGRAZIONE
I normali Fondi comuni di investimento, calcolando che la loro ottimizzazione si raggiunge rispettando delle regole basilari di giacenza. Per esempio è possibile creare dei piani di accumulo che per i più giovani possono essere tranquillamente costituiti versando su un Fondo azionario o bilanciato. Per quelli che hanno una scarsissima propensione al rischio, invece, è possibile sottoscrivere dei piani di accumulo su Fondi obbligazionari. Si escludono i monetari giacché, data una permanenza minima di almeno dieci anni, sarebbe veramente inutile investire in prodotti finanziari a redditività insufficiente anche a coprire il semplice potere d’acquisto delle risorse depositate al suo interno.
In conclusione, il consiglio è quello di rivolgersi a un consulente specializzato, non costa niente, potete fare tutte le domande che volete e senza alcun impegno e soprattutto prendervi tutto il tempo a disposizione per prendere una decisione.

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autore / Luca Lippi
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