Istat: cresce la disoccupazione, quella giovanile è un'emergenza

31 agosto 2017 ore 15:38, Luca Lippi
Sale la disoccupazione a luglio prendendo in contropiede tutti gli analisti che avevano previsto un tasso di disoccupazione all’11,1%. Il tasso di disoccupazione è passato dall’11,2% osservato nella precedente rilevazione all’11,3% rilevato a luglio. Gli analisti avevano previsto un 11,1%. Non sono numeri stratosferici, siamo nell’ordine dei ‘zero virgola’ di certo c’è che non si intravede il minimo spiraglio di risalita, soprattutto in un periodo dove la stagione estiva offre qualche opportunità di ‘lavoretto’ in più. A deludere è stata anche la disoccupazione giovanile che, secondo il report Istat, è risalita di 0,3 punti percentuali al 35,5%. 
L’unico dato positivo è il tasso di inattività che è scivolato al 34,4%, mentre il tasso di occupazione è salito di 0,1 punti percentuali al 58%. Analizzando nel dettaglio:
Istat: cresce la disoccupazione, quella giovanile è un'emergenza
-Riguardo l’occupazione, secondo l’Istat, nel mese di luglio in Italia ci sono stati 59.000 occupati in più. L’incremento rispetto a giugno ha riguardato tutte le classi di età con l’esclusione dei 35-49enni, ma solo ed esclusivamente gli uomini. Ad aumentare sono stati sia i lavoratori dipendenti che quelli indipendenti.
Nel trimestre maggio-giugno gli occupati sono cresciuti di 65.000 unità rispetto al trimestre precedente e l’aumento stavolta ha riguardato sia uomini che donne over 50, nelle categorie dei lavoratori dipendenti, indipendenti e a termine.
Su base annua gli occupati sono aumentati dell’1,3% ossia di 294 mila unità concentrate sia nella componente femminile che in quella maschile, nei soli lavoratori dipendenti, ultracinquantenni o anche compresi tra i 15 e i 24 anni.
-riguardo la disoccupazione, sempre secondo l’Istat, la stima delle persone in cerca di occupazione è salita del 2,1% a luglio, ossia di 61.000 individui concentrati soprattutto nella componente femminile e in tutte le classi di età. Come già accennato, il tasso di disoccupazione è salito all’11,3% mentre la giovanile è aumentata al 35,5%.
Su base trimestrale, e con riferimento al periodo maggio-luglio, i disoccupati sono diminuiti dell’1,2%, ossia di 35 mila unità. Su base annua, invece, la disoccupazione italiana è scesa dello 0,6%.
-in ultimo c’è il tasso di inattività, che su base trimestrale, e con riferimento al periodo maggio-luglio, in Italia sono diminuiti dello 0,3%, ossia di 35.000 unità. Su base annua, invece, gli inattivi sono crollati del 2,4%.
Fanno sapere dall'Istat: "Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,3%, +294 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+378 mila, di cui +286 mila a termine e +92 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-84 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+371 mila) e i 15-24enni (+47 mila), a fronte di un calo nelle classi di età centrali (-124 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-0,6%, -17 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,4%, -322 mila)". E' corretto sottolineare che la diminuzione degli inattivi è determinata dall'esigenza di cercare un qualsiasi posto di lavoro per sopravvivere. seguendo la logica secondo la quale per l'Istat fa numero anche chi è occupato per un solo giorno al mese, ecco che gioco forza l'aumento degli occupati è determinato da quella parcentuale di inattivi in diminuzione che si accontenta di fare qualsiasi lavoro. 
la logica stringente è che manca la qualità del lavoro, elemento che non traspare dai numeri pubblicati dall'Istat. Rimane il dramma della disoccupazione giovanile che si aggrava con l'elemento della drastica riduzione salariale.

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autore / Luca Lippi
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