Sanremo, appello a Carlo Conti: riabilitate Povia. Perchè Grazie a Michele Bravi...

23 gennaio 2017 ore 14:24, Marta Moriconi
Sanremo, appello a Carlo Conti: riabilitate Povia. Perchè Grazie a Michele Bravi...
"E la mia  #identità era sempre più confusa" cantava #Povia raccontando Luca, che era #gay ma "poi è un altro uomo", padre e innamorato "dell'unica donna che io abbia mai amato".
Solo poche parole, una semplice canzone che a Sanremo fece polemica, e che polemiche. Il 23 dicembre 2008 Repubblica le riporta così: "... tanto bastò all'#Arcigay per dichiarare guerra. Pronta anche a bloccare il Festival di Sanremo. Motivo della protesta il titolo della canzone che porterà in gara all'Ariston: Luca era gay".
Appena annunciato il cast e i brani nella nuova edizione targata Bonolis, l'associazione gay si scagliò ancor prima di ascoltarla perché "sembra già non lasciare dubbi sul tema trattato e sulle posizioni dell'autore". 

Una protesta che finì su Facebook dove l'associazione creò un gruppo intitolato "Non lasciamo che Povia canti di ex-gay a Sanremo". E non solo. "Ora da più parti - diceva Aurelio Mancuso - arriva la segnalazione di una curiosa coincidenza: che il Luca della canzone di Povia sia proprio quel Luca Tolve che dichiara di essere un ex gay, guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista Usa, le cui tesi sono state ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale". Insomma tutto liquidato alle fantasie di un fanatico bigotto. 
L'artista oggetto di duri attacchi e accuse si affidò a un comunicato dove decise di ribadire il suo silenzio: "... Povia al momento non intende rilasciare alcuna dichiarazione in merito".

Cantò alla fine ma la carriera di Povia fu scossa dal presunto "scandalo": giovane novità artistica e di successo, promessa della canzone d'autore, vincitore del premio Recanati nel 2003, e famosissimo per la sua "I bambini fanno oh" come colonna sonora di una campagna benefica del Festival, restò fuori dalla grande industria discografica. 
Ora Povia venga riabilitato, oggi più che mai è il vincitore morale di Sanremo. Carlo Conti dovrebbe invitarlo e dare spazio a una sua canzone "fuori gara". La strumentalizzazione di un argomento molto delicato e serio della canzone potrebbe aver fine, così come merita di continuare a fare il suo lavoro liberamente e senza censure, come tutti gli altri. 
Ecco perché. 
A "scagionarlo" definitivamente l'intervista di Michele Bravi a Vanity Fair: «Non vorrei usare etichette, appartengono alle vecchie generazioni e discendono da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide. I miei fan, quando gli ho detto che il nuovo disco avrebbe parlato di una storia d’amore, non mi hanno chiesto se si trattava di un uomo o di una donna, e il linguaggio amoroso oggi sul web usa frasi come “sei la mia persona”. Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso». E ancora: "Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza".
Bene, se è vero che si passa da una preferenza sessuale a un'altra, per carità sempre con amore, allora Luca poteva essere gay e poi tornare eterosessuale. O no? Si potrebbe contestare questa lettura dicendo che però la storia raccontata nel testo della canzone raccontava di un dramma psicologico avvertito dal protagonista del testo che raccontava il rapporto morboso con la madre. Beh, se la scelta sessuale da gay a etero può avvenire per scelta, chi può escludere che possa avvenire (anche solo in minima parte) per questo motivo? Le emozioni, le frustrazioni, i dolori come le gioie si possono invece imbrigliare in etichette? Sono fluide anch'esse, una persona si può scegliere per scelta o per amore ma anche l'amore può finire di dice sempre più spesso. E può finire per tanti motivi e il cammino personale di un uomo o di una donna è anch'esso non ingessabile. Ma si può dare una definizione al moto interiore, alle molle che ci spingono? 

Meglio lasciare che ognuno canti anche come crede. Su Sanremo salirà Michele Bravi, salga anche Povia, e allora sì che potremmo dire che c'è libertà di pensiero, di sentimenti, e anche di cantare.

 
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