Catalogna PlayStation per Torriero: la banda dei disonesti stavolta prende il volo

31 ottobre 2017 ore 13:44, Fabio Torriero
IntelligoNews lo aveva detto, ben prima di altri. Ora tutti riconoscono che Puigdemont è un falsario, un guitto. Un mediocre e invidioso capo-popolo che ha tirato la corda oltre il dovuto e adesso si sta comportando da meschino con tanta invidia sociale dentro, fonte eterna della lotta di classe (si è visto con quale arroganza guardava il re Felipe Vi e con quanta saccenza lo ha rimproverato, nelle sue risposte mediatiche, identificandosi con la verità, il bene, la giustizia, la democrazia). Adesso Puigdemont scappa, fugge come una lepre con i suoi degni compari, corre in Belgio a farsi coccolare, oppure no, resta in Spagna, continuerà a lanciare clandestinamente i suoi proclami demagogici e pericolosi. Pericolosi perché ha avuto la responsabilità fin dall’inizio degli eventi (non Madrid). 
Catalogna PlayStation per Torriero: la banda dei disonesti stavolta prende il volo

La responsabilità di aver portato la giusta e costituzionale rivendicazione catalana da una maggiore autonomia (prevista dalla Costituzione, secondo l’articolo 2), al baratro dell’indipendenza, fino al quesito referendario illegale e sovversivo: lo Stato sovrano e la repubblica (mentre la Spagna è una monarchia parlamentare).
Puigdemont pagherà tutto. 
Per aver portato la Catalogna sull’orlo della guerra civile, per gli arresti che ci saranno, per i feriti che ci sono stati (e che speriamo non ci saranno); pagherà per aver vellicato e amplificato una pulsione libertaria totalmente sbagliata, illudendo giovani e cittadini che già da ieri lo considerano un vigliacco e un traditore. Non si scherza con la vita delle persone, con la storia, con la realtà, con le leggi, col diritto.
Insomma, ecco la cronaca di una indipendenza virtuale, di una PlayStation col botto:
1) Non è stato un derby tra Madrid e Barcellona (Madrid uguale repressione e Barcellona uguale libertà). Il diritto di secessione non è previsto dalla Costituzione, tra l’altro votata nel 1978 pure dalla grandissima maggioranza dei catalani. Il governo catalano ha giocato sporco sperando nell’appoggio della Ue. Invece è stato mollato dagli spagnoli, dal re, dalla Ue (che, pur guardando di buon occhio all’erosione degli Stati nazionali, visti come ostacolo alla globalizzazione, non poteva simpatizzare per la causa, per il semplice fatto che poggiando la sua costruzione proprio su trattati stipulati con gli Stati nazionali, crollerebbe anch’essa); ed è stato mollato dagli stessi catalani, che hanno sfilato in massa contro la secessione;
2) Ricordiamo che la libertà dentro la legalità è legittima, ma fuori è rivoluzione. E Puigdemont non ha avuto le palle per farla davvero, assumendosi tutti i rischi (non dando le colpe a Madrid); rivoluzione come hanno fatto nella storia ad esempio i rivoluzionari di tutto il mondo, oppure i nostri patrioti risorgimentali. Anzi sta scappando, lasciando i suoi in braghe di tela. E la repressione (il ricorso all’articolo 155 della Costituzione da parte di Madrid), nel quadro dello Stato di diritto, è altrettanto legittima. Diventa illegittima quando viola i diritti dell’uomo, previsti dalla Costituzione. Ma non è il caso della Spagna, Stato democratico e para-federale.
3) A Puigdemont resta solo Soros che lo avrebbe finanziato. E chiediamoci quale strategia abbia lo speculatore cosmopolita;
4) Il governo estremista catalano è di minoranza (nei voti) e alle prossime elezioni il fronte indipendentista sarà certamente sconfitto. Dimostrazione che la maggioranza silenziosa ogni tanto si muove;
5) L’indipendentismo dei catalani, questo a futura memoria dei leghisti e demagoghi di casa nostra, non è sano identitarismo storico, tradizionale, ma un mero individualismo di massa, basato sul nulla. Al massimo sull’egoismo economico. E non risulta che i più ricchi possano sentirsi oppressi dal potere centrale (semmai i più poveri avrebbero qualche ragione). Il governo catalano è stato sempre ostaggio di un partitino di estrema sinistra, giacobino e filoeuropeista. Un populismo quindi, filo-Ue, libertario, sessantottino. Molto pericoloso se a esportarlo sono i veneti e i lombardi di casa nostra. Stesse parole, stesso veleno.

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