Il roaming ha le ore contate: addio da metà giugno. Le nuove regole Ue

01 febbraio 2017 ore 17:05, Luca Lippi
Il #roaming ha le ore contate, arriverà il #maxitaglio dei #sovra-costi per chiamare e navigare su internet dall'estero. La sua scomparsa definitiva arriverà per metà giugno 2017. Aboliti i prezzi all’ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. L’ok di tutte le istituzioni era l’ultimo tassello mancante per far partire la nuova politica sulle tariffe, che verranno ribassate del 90 per cento rispetto a quelle ora applicate.
I nuovi costi
In base all’accordo raggiunto nella notte da Commissione, Parlamento e Consiglio Ue, dal 15 giugno 2017 il prezzo all’ingrosso (quello che vale nelle transazioni tra gli operatori) scenderà dagli attuali 50 euro per Giga a 7,7 euro. Il ribasso proseguirà: 6 euro dal primo gennaio 2018, 4,5 euro dal primo gennaio 2019, fino al raggiungimento della cifra di 2,5 euro per Gigabyte a partire dal 2022. Un tetto molto più basso rispetto alla proposta iniziale della Commissione, ovvero 8,5 euro/GB. 
Per quanto riguarda le chiamate, la tariffa massima sarà ridotta dagli attuali 5 centesimi a 3,2 centesimi al minuto. Mentre il prezzo degli sms scenderà da 2 centesimi a uno. Dopo l’accordo, manca solo la ratifica delle nuove tariffe  (più basse del 90% di quelle ora in uso)  di Parlamento e Consiglio. I nuovi limiti secondo il Consiglio “devono essere sufficientemente bassi per permettere agli operatori di offrire roaming gratuitamente ai loro clienti senza aumentare i prezzi interni e nello stesso tempo i limiti devono essere sufficientemente alti per permettere agli operatori nei paesi ospitanti di recuperare i costi senza aumentare i prezzi interni al dettaglio”.. Inoltre, i tetti devono permettere la continua manutenzione e il continuo aggiornamento delle reti. 

Il roaming ha le ore contate: addio da metà giugno. Le nuove regole Ue

Normativa attuale
La normativa attualmente in atto, in vigore dal 2012, prevede sovra-costi di 19 centesimi per le chiamate, 6 per gli sms e 20 per i dati (sempre Iva esclusa)
Dal 15 giugno del 2017 saranno infine ridotti: tutto il traffico verrà dedotto dal proprio abbonamento o sarà effettuato alla propria tariffa, esattamente come a casa. Unico limite, che Bruxelles ha tempo sino a dicembre per definire con precisione legale: farne un "uso equo", ovvero il divieto di abusi come l'acquisto di una sim straniera in un Paese in cui i prezzi sono inferiori per usarla in modo permanente nel proprio Paese di residenza. In tal caso, l'operatore telefonico potrà infatti imporre al proprio utente un recupero dei costi. 
"È un assoluto cambio di mentalità, non c'è differenza se si va in vacanza due settimane o due mesi", ha assicurato la relatrice dell'Europarlamento Pilar Del Castillo nlle prime fasi della discussione sull'argomento, che l'anno scorso strappò il sofferto accordo agli stati membri piuttosto allineati con le grandi compagnie telefoniche, da sempre ostili alla fine del roaming da cui hanno finora intascato introiti. "Sono stati ascoltati i cittadini europei", ha dichiarato a ottobre scorso il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip. La battaglia cominciata sotto la commissaria Viviane Reding, poi continuata con Neelie Kroes, è ora vinta. E la promessa fatta dagli europarlamentari nel 2014, per una volta, alla sua realizzazione.
Le tariffe di roaming in Europa sono calate nel corso degli ultimi due anni e attualmente l'intento è di azzerarle del tutto. 
A partire dalla scorsa estate, effettuare e ricevere telefonate, così come navigare su Internet al di fuori dei confini del proprio paese costa meno, purché ci si trovi all'interno dell'Unione Europea. 
La relatrice del provvedimento Pilar de Castillo (PPE) ha salutato con soddisfazione l’abolizione delle maggiorazioni per il roamingperché si tratta di una novità a lungo attesa da tutti: la gente comune, le start-up, le piccole e medie imprese e tutti i tipi di organizzazioni”. 
Tuttavia non tutti (sin dal principio) sono d'accordo con il provvedimento appena approvato. E' il caso dell’europarlamentare del Movimento 5Stelle (che insieme all’UKIP ha votato contro) Dario Tamburrano: “Avrei voluto votare per l’abolizione immediata e senza condizioni dei costi del roaming, in modo da rendere l’Europa un continente davvero connesso. Purtroppo l’accordo raggiunto è farlocco, perché cede a un’abolizione del roaming ritardata e condizionata in cui le compagnie telefoniche potranno scaricare i mancati profitti sulla maggioranza dei cittadini, compresi coloro che non lo utilizzano, non sanno cosa sia o non viaggiano mai all’estero, sempre più numerosi in un continente in crisi”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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