Xi Jinping: "Saremo più aperti". Capitali dall'estero ma consumi interni

19 ottobre 2017 ore 16:52, Luca Lippi
Xi Jinping, alle celebrazioni di apertura del 19 congresso del partito comunista, lascia uno spiraglio aperto al ‘resto del mondo’. Le parole di Xi Jinping: “Saremo sempre più aperti”. Un segnale importante per quanti vorrebbero essere partecipi del traino economico di una realtà che di fatto, in dieci anni, ha letteralmente bruciato tutti i record di crescita segnando per diversi anni doppia cifra forse anche grazie alla politica di vincoli alla concorrenza straniera. Non si riesce a capire se il presidente comincia ad elaborare la necessità di raccogliere capitali dall’estero, o se è solamente una concessione agli investitori stranieri. 
Intanto, la seconda economia mondiale si prepara a confermare per altri cinque anni Xi Jinping e allora a quest’ultimo spetta l’onere di scandire le prossime fasi del suo mandato con l’impegno di mantenerne la dinamica fiorente dell’ultimo decennio e la necessità di cogliere l’occasione per colmare gli spazi lasciati vuoti dal presidente Usa Donald Trump.
Xi Jinping: 'Saremo più aperti'. Capitali dall'estero ma consumi interni

IL SORPASSO SU TRUMP
A tale proposito, il presidente cinese ha confermato l’impegno a sostenere l’impegno e rispettare l’accordo sul clima di Parigi così com’è. In questo scavalca Trump. La strada era già stata preparata a maggio scorso quando Xi Jinping, complimentandosi per l’elezione all’Eliseo di Macron ha rassicurato che la Cina, che è il Paese con le più alte emissioni di gas serra al mondo, e la Francia, proteggeranno “i risultati di governance globale contenuti nell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico".

L’ECONOMIA E IL MERCATO
La parola d’ordine potrebbe diventare, liberalizzazioni, e anche se può sembrare strano, ecco che Xi Jinping ha sottolineato e precisato: "Dovremmo cercare di sviluppare un'economia con meccanismi di mercato più efficaci, con una maggiore dinamicità a livello micro e con una buona regolamentazione a livello macro". Ma come si concilia questa dinamica con la rinnovata attenzione per le grandi imprese pubbliche? La riforma delle aziende di Stato proseguirà con l'obiettivo, anche attraverso la proprietà mista, di far nascere campioni in grado di competere sul piano globale. E allora nulla cambia rispetto a quanto proposto all’inizio del suo mandato. Infatti, Xi Jinping ha chiarito subito "l'economia ha mantenuto un tasso di crescita medio-alto, che ha contribuito a fare delle Cina un leader tra le principali economie", la nuova filosofia di sviluppo è orientata ai consumi interni, dall'innovazione e dall'emergere dell'economia digitale; da una crescente urbanizzazione; dalla maggiore tutela ambientale; da una regolamentazione più stringente del sistema bancario e finanziario. Quindi la ricetta dovrebbe essere quella di non farsi finanziarizzare, e soprattutto, quella di confermare saldamente il controllo dello stato su tutta l’economia pur lasciando all’economia stessa la mano libera. Ma il segreto, alla fine sta nel mondo finanziario. Se alle banche si impedisce di prestare attenzione alle multinazionali e ai grossi gruppi industriali, soprattutto evitando che veicolino capitali fuori dal Paese, allora si potrà tessere una rete finanziaria piuttosto fitta formata dal manifatturiero e dal mercato interno da far rinnovare col ciclo dei consumi. Fortificando questo impianto, la Cina potrebbe sicuramente spalancare le porte al mondo. Attenzione però, la Cina rimane il Paese che fa più facilmente debito. Si può controllare dall’interno, ma saranno altrettanto bravi dall’esterno i creditori a valutare la dinamica del debito cinese?

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autore / Luca Lippi
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