Marine Le Pen votata dai terroristi, l'ultima fake news degli europeisti

21 aprile 2017 ore 12:25, Luca Lippi
Certe letture politiche dell'attentato di ieri sera sugli Champs Elysees sono addirittura grottesche. Una su tutte quella di Marek Halter, riportata da Repubblica, che ha dato il meglio formulando una tesi difficilmente valutabile usando la sola ragione. Ha dichiarato all’intervistatore Marek Halter che è uno dei massimi intellettuali francesi viventi, con malcelato ottimismo: “I terroristi vogliono far vincere Marine Le Pen. Ma né i terroristi né Le Pen alla fine vinceranno". In sostanza pare che il mondo intellettuale francese sia più preoccupato a ‘gufare’ la Le Pen, piuttosto che preoccuparsi del poliziotto morto nell’azione terroristica.
Tre giorni fa, Halter, filosofo ebreo e spesso organizzatore di iniziative a favore del dialogo con l' Islam, è stato intervistato dalla tv francese Europe 1 e, in diretta, si era detto certo di un attacco terroristico a ridosso delle imminenti elezioni francesi. 
Marine Le Pen votata dai terroristi, l'ultima fake news degli europeisti
Perché ne era così sicuro, signor Halter?
Hannah Arendt diceva: ‘Per capire il tuo nemico, devi capire prima di tutto te stesso’.
Questa frase mi ha dato la chiave per comprendere quello che stava succedendo: i terroristi vogliono far vincere Marine Le Pen, è evidente. La leader del Front National è idealmente il loro cavallo di troia per infiltrare nella società francese l'odio, l'intolleranza, il razzismo, per far insorgere l'estrema destra e gli estremismi in generale e così fare sempre più proseliti. Domani (oggi, ndr), Le Pen dirà ‘ve l' avevo detto io’, dirà ‘vedete che ero e resto l' unica a dire che i sospetti terroristi (quelli con l' etichetta fiche S dell' intelligence) devono essere immediatamente espulsi’, così come tutti i musulmani in cuor suo. Gli estremismi hanno le stesse radici e si alimentano a vicenda”.
E quindi adesso Le Pen vincerà le elezioni, secondo lei?
No. Le Pen vincerà sicuramente il primo turno, come presupponevano i sondaggi, ma al ballottaggio cadrà. Perché le nuove generazioni non lo permetteranno, come voi italiani siamo vaccinati contro il fascismo e soprattutto la Francia non è ancora diventata così razzista per permettere questo. Ma attenzione, potrebbe diventarlo se non agiamo in fretta e di conseguenza, se non predichiamo tolleranza, se noi cristiani, ebrei, musulmani non resteremo uniti. Il pericolo è alle porte. Ed è per questo che io, a 81 anni, ho deciso di organizzare una grande marcia per la coesistenza e la tolleranza”.
Di cosa si tratta?
Cominceremo a Berlino ai primi di luglio per attraversare Molenbeek (Bruxelles), Tolosa, Nizza fino a Parigi, il 14 luglio. Saremo io, un centinaio di imam musulmani e altre autorità religiose attraverseremo l'Europa, ripercorrendo i luoghi insanguinati dagli attacchi terroristici per far capire a tutti che i musulmani non sono terroristi e che, allo stesso tempo, la nostra società occidentale deve farli sentire al sicuro. Altrimenti sempre più giovani potranno cadere nelle mani dell' Isis e dei terroristi. I nostri nemici non sono stupidi. Noi dobbiamo essere più furbi di loro, combatterli capendo la loro psicologia e strategia”.
Perché lo Stato Islamico odia la Francia?
Siamo uno dei principali nemici dell' Isis, se non il peggior nemico, perché siamo un paese laico e tollerante, perché siamo gli unici ad avere il secolarismo come legge, perché abbiamo chiuso le moschee estremiste e poi perché ovviamente siamo in guerra con loro in Iraq e Siria, per non parlare delle truppe francesi contro i terroristi in Mali. L' Isis è il nuovo nazismo, che vuole sacrificare i giovani alla morte. Ma non ce la farà”.
Quindi lei concorda con il famoso studioso di Islam, Olivier Roy. È in atto una islamizzazione della radicalizzazione, non una radicalizzazione dell' Islam.
Sì. L' Islam non è una religione estremista, ma la propaganda dell' Isis è molto intelligente e abile a estremizzare le situazioni di disagio personale o sociale ed è in questo campo che dobbiamo sconfiggere i terroristi”.
Sembra che almeno un killer sia arrivato dal Belgio, come per i tragici attentati del 13 novembre 2015.
E Anis Amri dopo l' attentato al mercatino di Natale a Berlino ha attraversato quattro paesi... lo so, e difatti Le Pen adesso vorrà anche chiudere tutti i confini. Eppure la mia generazione adorava le frontiere aperte, eravamo tutti fratelli, come la sinfonia di Beethoven. Ora non è più certamente così. Ma chiudere i confini adesso, dopo un attentato, non sarebbe una soluzione. Perché non c' è una soluzione”.

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autore / Luca Lippi
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