Brexit alla May e Barnier: "Due anni bastano per i negoziati"

06 dicembre 2016 ore 16:07, Luca Lippi
Michel Barnier, capo negoziatore per la Commissione Ue, ha indicato nell'ottobre 2018 il limite entro il quale si deve arrivare ad un accordo fra Londra e Bruxelles dopo il Brexit.
Dello stesso avviso è anche la May, in visita in Bahrein, che tramite il suo portavoce fa sapere che “Il governo britannico non intende estendere i negoziati per la Brexit oltre i due anni”.
Intanto prosegue la querelle che si consuma nelle aule dell’alta Corte in Gran Bretagna per rivendicare il diritto di stabilire l’epplicazione delle regole basando ogni provvedimento sulla precedenza della sovranità nazionale del Paese uscente e del suo popolo prima che sulle esigenze della Ue.
Nessuno vuole fare passi indietro e soprattutto nessuno vuole cedere sovranità, sta di fatto che allo stesso modo nessuno mostra i denti, e nella classica tradizione ‘british’, col sorriso i sudditi di Sua Maestà si fanno rispettare.
Secondo il parere autorevole della Jill Morris, la Brexit deve essere una "situazione win-win" dalla quale Gran Bretagna e Unione europea dovranno uscire "più forti".
"Il Regno Unito vuole proteggere e promuovere tutti i suoi interessi, ma non solo quelli. Alla fine dei negoziati ci deve essere una situazione win-win", ha spiegato l'ambasciatore britannico in Italia. "Dopo la Brexit, l'Ue deve essere più forte e la Gran Bretagna deve essere più forte nella sua nuova relazione con l'Europa", ha aggiunto. 

Brexit alla May e Barnier: 'Due anni bastano per i negoziati'

La May invece ringhia col sorriso: “Il governo britannico mira ad un accordo ambizioso per uscire dall'Ue in tempi non lunghi alle migliori condizioni possibili”, ha ripetuto May a Skynews dal Bahrein, sottolineando di non essere interessata alla distinzione fra “hard Brexit, soft Brexit, gray Brexit o black Brexit”, ma di volere “una Brexit rossa, bianca e blu”, evocando i colori dell'Union Jack e la scelta strategica del ritorno alla sovranità nazionale.
Le fa eco la Morris parlando con Ansa “All'interno dell'Ue la Gran Bretagna aveva una relazione specifica, è pertanto logico che anche dopo la Brexit il Regno Unito trovi un modello britannico che possa funzionare bene per noi e per i nostri partner. La nostra economia non è paragonabile a quella norvegese ad esempio". 
Due i settori, in particolare, su cui la Gran Bretagna vuole giocare un ruolo "molto importante" anche dopo l'uscita dall'Ue. "La sicurezza e le relazioni esterne". 
Morris ha sottolineato anche l'importanza di rassicurare gli europei, e tra loro tanti italiani come confermano i dati dell'Istat, che scelgono di emigrare in Gran Bretagna.
La Morris sembra favorevole a una soft-Brexit, e questo in parte non coincide con la volontà della May di praticare una hard-Brexit, tuttavia l’una non esclude l’altra, è solo una questione di tempi tecnici che troppo spesso non coincidono con gli interessi di alcune classi politiche che non si occupano esclusivamente di politica. 

autore / Luca Lippi
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