VIDEO "La verità sui migranti" diventa virale: fake news o notizia scomoda?

15 marzo 2017 ore 11:00, Americo Mascarucci
Da giorni sta spopolando sul web il video di un giovane blogger che svelerebbe come come le ONG e la stessa Guardia Costiera violerebbero le normative internazionali marittime portando gli immigrati in Italia e prendendoli direttamente in Libia. Si chiama Luca Donadel ed è già una star.
Il video è stato postato sulle bacheche Facebook di numerosi politici, in testa a tutti Matteo Salvini, è stato ripreso da Striscia la Notizia e commentato in diverse trasmissioni televisive. 
L'autore ha 23 anni, si dichiara studente di scienze della comunicazione all'università di Torino e spiega di aver aperto la sua pagina Facebook che ora ha quasi 80mila fan "nemmeno un anno fa." Da qui e dal suo account YouTube, nell'arco degli ultimi mesi Donadel ha pubblicato diversi video in cui parlava di Islam, di Brexit, della questione dei tornelli all'università di Bologna e delle presunte bufale raccontate dai giornalisti dai giornalisti contro Trump.
VIDEO 'La verità sui migranti' diventa virale: fake news o notizia scomoda?

Come detto il video è diventato virale.
C'è stato chi come il blogger Davide Puente ha provato con dati alla mano a smentire quelli diffusi dal video.
"Il video - scrive - fornisce una chiave di lettura secondo cui la colpa dell’elevato numero di morti dovrebbe essere data alle operazioni citate. Una lettura troppo “semplice“, che non considera tutto il “contorno” (poniamo anche la seconda guerra civile libica del 2014, con gli altri “contorni” riportati da Wikipedia che a Luca piace citare) non si può ritenere con assoluta certezza che tali operazioni abbiano da sole contribuito all’aumento dei migranti (consiglio la lettura dell’articolo dell’Unhcr). Bisogna dire, inoltre, che nel video viene mostrato uno screenshot da Wikipedia per sostenere che con l’inizio delle operazioni sarebbero aumentati i morti, ma quel testo riguarda solo la voce “Operazione Triton” che ovviamente ha contribuito all’aumento siccome era ben diversa dall’operazione Mare Nostrum, ma nel video ciò non viene spiegato. L’operazione Triton non era un’operazione di soccorso, ma di sorveglianza delle coste italiane in un raggio di 30 miglia, che poi venne ampliato. Inoltre, l’aumento degli sbarchi avvenne prima dell’operazione Mare Nostrum avviata ad ottobre 2013 Il video non considera i numeri delle persone salvate, ma soltanto il numero dei morti. Fornire soltanto un dato non aiuta a comprendere i numeri dell’immigrazione attraverso il Mar Mediterraneo e le proporzioni, infatti se i morti son aumentati vertiginosamente sono aumentati anche gli sbarcati (salvati) in Italia"

L'intervento di Puente è stato stigmatizzato dal sito Maxso Magazine che ha denunciato:
"Un video dal titolo “La verità sui migranti”, pubblicato il 6 marzo 2017 dalla pagina Facebook di Luca Donadel e condiviso anche dal giornalista Gianluigi Paragone, ha fatto muovere il Ministero della Verità. Il 13 marzo 2017 è arrivato l’attesissimo debunking di Davide Puente. Cosa significa debunking? E’ la pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate, antiscientifiche. Ad esclusione della parte iniziale sui salvataggi in mare, lo studente Donadel non dice nulla di nuovo. Lo sanno tutti che l’emergenza migranti è un business per ONG, associazioni, cooperative e perfino per gli avvocati. Gli unici a rimetterci sono i contribuenti, visto che oltre il 90% dei costi di gestione dei migranti è a carico dello Stato italiano. La Commissione europea, infatti, ha stanziato 2,4 miliardi di euro per il periodo 2015-2020. La fetta più rilevante, circa 560 milioni, è riservata all’Italia. Sapete quanto è costato l’emergenza migranti nel 2016? Circa 4 miliardi di euro. Dimenticavo. Nel video Donadel fa pubblicità al libro “Profugopoli” di Mario Giordano, il debunker mette in risalto anche questo. Ma chi è David Puente? E’ uno dei primi firmatari dell’appello “Basta bufale”. Vogliamo far “gestire” l’informazione online da queste persone? Le fake news sono dannose come il fake debunking".
Insomma il video sta davvero dividendo l'opinione pubblica ancora di più nel momento in cui si discute di sanzionare e punire le Fake News. Ma chi è in grado di stabilire se una notizia è o meno una bufala come in questo caso? E quanto può essere davvero sottile il confine fra una notizia presumibilmente falsa e una che non si vuole vedere divulgata?



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