Luciana Littizzetto recita "La resilienza". Chi sono i partigiani di Parigi? VIDEO

16 novembre 2015 ore 15:43, Lorenzo Ursica
"Resilienza è una parola bellissima: vuol dire capacità di far fronte ai traumi in maniera vitale e forza di ricostruirsi, restando sensibili alle cose positive che la vita offre, senza perdere l'umanità". Così Luciana Littizzetto ha scelto di riempire il suo monologo a Che tempo che fa in maniera diversa, rinunciando all'ironia e affidandosi alla riflessione di Aldo Cazzullo sul Corriere.

«Sono resilienti quelli che sono usciti dallo stadio cantando la Marsigliese. I musicisti di strada che davanti al Bataclan hanno suonato We shall overcome. I commessi di Hermes e Kenzo che stamattina hanno detto ai direttori dei negozi che sarebbe stato meglio chiudere per lutto. I verdurieri che nonostante i consigli della prefettura hanno aperto il banco ai mercati rionali", continua la Littizzetto senza prendere fiato un attimo.
E ancora, mentre gli occhi di Fazio la guadano lucidi e il pubblico resta attonito: «I terapeuti che hanno aperto un ufficio di «psicological help» nel municipio del quartiere più colpito. I poliziotti che alle cinque di sera hanno placato una rissa tra neri e algerini in rue de Rivoli dicendo: "Vi rendete conto che sono successe cose più importanti della vostra rissa?". Quelli che hanno messo in Place de la République lo striscione nero con il motto di Parigi: Fluctuat nec mergitur, la barca oscilla tra le onde ma non affonda. Chi ha scritto sui muri del Marais "alla fine non vincerete voi". L’immigrato cambogiano con la fisarmonica che sulla passerella di fronte al Louvre suona la Vie en rose".

Il video.




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