Decreto banche, convegno alla Camera: parlano i protagonisti del settore - VIDEO

17 marzo 2016 ore 12:11, Marta Moriconi
Riforma delle Banche di credito cooperativo, rischio di strapotere delle agenzie di rating, ruolo del governo e dell’opposizione…. di questo si è parlato nel corso di un convegno che si è tenuto a Roma, presso la Sala Aldo Moro, dal titolo emblematico: “Riforma delle garanzie sulle cartolarizzazioni delle sofferenze: proposte e scenari”.
Alla presenza di un folto e qualificato pubblico, soprattutto di addetti ai lavori, moderati dal giornalista del Fatto Quotidiano Stefano Feltri, sono intervenuti i parlamentari Fabrizio Di Stefano, Pietro Laffranco, i “tecnici” Ubaldo Palmidoro della Centaurus Credit Recovery, Miro Fiordi del gruppo bancario Creval, Vincenzo Macaione, di Primus Capital, Alessandro Maione di Locam Spa, Stefano Scopigli, Yard Credit, e Francesco Fabbri Advisor Morgan Stanley.
Decreto banche, convegno alla Camera: parlano i protagonisti del settore - VIDEO
Un modo virtuoso e doveroso per far dialogare mondo bancario, finanziario, imprenditoriale e la politica.

Fabrizio Di Stefano e Pietro Laffranco hanno sollevato parecchi dubbi sul decreto legge, relativo alla riforma delle banche di credito cooperativo, in discussione alla Camera.
Per Di Stefano “è condivisibile la necessità di rendere oggettivamente valutabile il processo di cartolarizzazione e la procedura di giudizio e di emissione delle garanzie statali da parte del ministero. Ed è condivisibile il fatto che le agenzie di rating siano chiamate a giudicare il rating delle operazioni di cartolarizzazione, ma la perplessità nasce dall’assoluta impossibilità, per come oggi è formulato il Decreto legge, di oggettivizzazione dei criteri di giudizio”.

“Le agenzie internazionali – ha sostenuto, dal canto suo, Ubaldo Palmidoro – decideranno i criteri per la concessione del rating minimo e conseguentemente influiranno indirettamente sulla composizione del portafoglio e sulla percentuale di obbligazioni senior emesse. Non è inverosimile il verificarsi di una situazione nella quale un istituto di credito italiano si possa trovare nel corso del prossimo anno a dover cedere un ingente portafoglio di crediti per poter uscire dalla crisi. In tale ipotesi ci troveremmo in futuro con soggetti internazionali che decidono, incidono, sul destino delle nostre banche”.
Francesco Fabbri di Morgan Stanley, infine, ha messo in luce le difficoltà che incontrano i potenziali acquirenti di sofferenze italiane nella valutazione dei crediti.
Insomma, il messaggio che è emerso dall’incontro è un segnale forte al governo Renzi affinché non istituzionalizzi totalmente il potere delle agenzie di rating, andando a svuotare ulteriormente la Banca d’Italia.


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