G7 Ischia, antagonisti in corteo con canotto e pomodoro - VIDEO

19 ottobre 2017 ore 16:52, Americo Mascarucci
Gli antagonisti sono arrivati ad Ischia per protestare contro i ministri dell'Interno del G7 riuniti sull'Isola per siglare l'accordo contro il terrorismo sul web. Al tavolo presieduto dal ministro Marco Minniti siederanno anche  i principali colossi del web: dal vicepresidente degli affari europei di Microsoft, John Frank, al capo delle politiche di antiterrorismo di Facebook, Brian Fishman, dal capo delle politiche pubbliche e di governo di Twitter, Nick Pickles al vicepresidente delle politiche pubbliche di Google, Nicklas Lundblad. 

IL CORTEO
Circa 300 antagonisti sono sbarcati intorno alle 13 dopo essersi imbarcati a Napoli intorno alle 10,30 a bordo della nave Triade della Caremar. Imponenti le misure di sicurezza con la presenza di uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Apre il corteo uno striscione blu con la scritta gialla e nera 'No G7 per un mondo senza confini'.  
Segue poi un canotto con scritto "G7 assassini" con chiaro riferimento alle politiche dell'immigrazione e al codice di condotta sui salvataggi in mare recentemente adottato dal Governo italiano con il consenso dell'Europa per regolare le attività delle Ong. Il ministro dell'interno Marco Minniti è senza dubbio il destinatario principale delle proteste visto che è lui l'artefice del codice di condotta per le Ong e degli accordi anti- sbarchi siglati con la Libia. Un canotto che nelle intenzioni dei manifestanti dovrebbe simboleggiare l'insensibilità delle istituzioni verso il dramma dei migranti
G7 Ischia, antagonisti in corteo con canotto e pomodoro - VIDEO
Le forze dell'ordine però hanno bloccato il corteo a piazza Trieste e Trento impedendogli di raggiungere il centro e la zona interessata dal summit.  Momenti di tensione ci sono stati proprio nel momento in cui ai manifestanti è stato proibito di raggiungere il centro. Alcuni hanno protestato, inveito contro la Polizia, urlato slogan contro le forze dell'ordine ma nessuno scontro. 
I manifestanti hanno poi inondato di salsa di pomodoro un piccolo tratto della banchina olimpica del porto e poi l'hanno gettata anche in una zona di mare. "Questo è il sangue dei migranti che vengono fatti morire in mare" urla uno dei manifestanti. Sotto accusa ci sono soprattutto le politiche europee sull'immigrazione con particolare riguardo agli accordi sottoscritti con Libia e Tunisia che impedirebbero ai migranti di partire costringedoli a sostare in quelli che i manifestanti sostengono essere dei lager. Poco importa poi se questi accordi hanno permesso un drastico calo degli sbarchi sulle coste italiane. 
Il corteo è terminato intorno alle 15 e i manifestanti stanno facendo ritorno a Napoli. 

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