Calcio in lutto, addio all'ex arbitro Stefano Farina. L'ultima VIDEO-intervista

23 maggio 2017 ore 17:32, Andrea De Angelis
Il mondo del calcio piange uno dei suoi arbitri più famosi. Non solo per quello che ha fatto in campo fino a pochi anni fa, ma anche per il suo ruolo delicatissimo, forse il meno semplice di tutti. Stefano Farina, 54 anni, è morto oggi. Secondo quanto riporta La Stampa, era malato da un po' di tempo, ma la famiglia aveva mantenuto la massima riservatezza circa le sue condizioni di salute. Lascia una moglie e un figlio. Cordoglio in tutto il mondo sportivo una volta appresa la notizia e commozione soprattutto a Novi, dove aveva iniziato la carriera arbitrale, e a Ovada dove aveva vissuto. Farina da giovane era stato un buon tennista, ma la sua grande passione per il calcio lo portò poi a diventare uno dei direttori di gara tra i più apprezzati di tutti i tempi per quanto riguarda l'Italia. 

Calcio in lutto, addio all'ex arbitro Stefano Farina. L'ultima VIDEO-intervista
LA CARRIERA
Farina debuttò in Serie A il 22 gennaio 1995 nella partita Foggia - Reggiana e da allora ha collezionato 236 presenze nella massima divisione e 117 in serie B. Nel 2001 venne inserito nella lista degli arbitri internazionali. Nel 2005 diventò arbitro élite della UEFA. In carriera ha diretto due finali di Supercoppa Italiana Lazio - Inter nel 2000 e Juventus - Parma nel 2002. Ha diretto la finale di Supercoppa Europea del 2006 a Montecarlo tra Barcellona e Siviglia. Se non fosse stato coetaneo di Pierluigi Collina - dice più di un addetto ai lavori - la sua carriera probabilmente avrebbe contato un maggior numero di finali e di direzioni a livello internazionale. Un percorso il suo che lo porterà a diventare Responsabile degli arbitri di Serie B oltre che rappresentante per due anni (fino al 2008) di quelli in attività

L'INTERVISTA
Un anno fa Stefano Farina rilasciò un'intervista, pubblicata su arbitri.com, che riletta oggi dà l'idea dello spessore dell'uomo e del professionista. Non sappiamo se è la sua ultima, ma certamente è tra le più recenti. "Il mio compito è fare in modo che davanti alla stessa situazione di gioco tutti assumano la stessa decisione. Ci deve essere una coerenza tecnica e quando c’è coerenza tecnica vuol dire che il gruppo tende ad avere la tanto richiesta uniformità arbitrale", diceva a proposito del suo ruolo. Quindi ragionando sul compito dell'arbitro: "Deve sapere sopportare il peso delle decisioni che prende. Se c’è un fallo in area al primo minuto è normale concedere il rigore ma quello che conta, ed è il nostro lavoro, è verificare come si comporta l’arbitro nei successivi 89 minuti. È fondamentale capire come un direttore di gara si comporta sotto stress, perché saper prendere la decisione giusta in questi frangenti è difficilissimo". E ancora: "Insegno le tecniche per prendere le decisioni giuste sotto stress".

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