Il video esca di Giulio Regeni, poi le torture: il giallo della Polizia

24 gennaio 2017 ore 11:03, Andrea De Angelis
Un #video che ritrae Giulio #Regeni della durata di 4 minuti, registrato presumibilmente il 6 gennaio dello scorso anno, nel quale il ricercatore italiano viene inquadrato con la camera di un telefono cellulare. Non sa di essere ripreso Giulio, soprattutto non immagina cosa gli accadrà una ventina di giorni dopo. Una testimonianza video nuova dunque, che arriva due giorni dopo il sì dell'Egitto all'invio di esperti italiani per le ultime immagini prima della scomparsa. Valuteranno i filmati delle telecamere di sorveglianza della stazione della metropolitana nella zona di Dokki, al Cairo, dove Giulio passò il 25 gennaio 2016. In questo video, invece, lo sfortunato ragazzo parla in arabo con Mohamed Abdallah, il capo del sindacato degli ambulanti del Cairo, che ieri ha confermato a Reuters di essere l'autore della registrazione video mandato in onda dalla tv di Stato egiziana. 

Il video esca di Giulio Regeni, poi le torture: il giallo della Polizia
A Reuters, Abdallah ha detto di avere registrato il video con il suo telefono cellulare e conferma che la voce che si sente è la sua; inoltre aggiunge che la discussione registrata è avvenuta probabilmente il 6 o il 7 gennaio. Abdallah conferma poi quanto già detto in passato, cioè che aveva riferito di Regeni alla polizia all'inizio di gennaio del 2016, ma nega di averlo fatto per la frustrazione dovuta al rifiuto di Regeni di dargli dei soldi e afferma a Reuters che era suo "dovere nazionale" quello di rivelare alla polizia il suo sospetto che il ricercatore italiano fosse una spia.
Di quali soldi si tratta? E soprattutto quali verifiche ha fatto la polizia egiziana per accertarsi che il sospetto del sindacalista fosse vero? Regeni spia anziché ricercatore, ma solo in base a una fonte? Quello dei soldi non è un mistero, si evince bene dal video di cosa si sta parlando. Nel video, Abdallah chiede ripetutamente dei soldi a Regeni, senza successo: "Non posso dire all'istituzione nel Regno Unito che voglio usare il denaro per ragioni personali", spiega Giulio esprimendosi in arabo, e aggiunge che proverà ad aiutare Abdallah a richiedere una borsa da "10mila sterline" per le attività del sindacato, ma non per uso personale. Abdallah però denuncerà alla polizia Giulio, da lì poi la sua drammatica fine. Il giallo sul ruolo della polizia dunque resta, così come il dolore per l'atroce fine di Giulio. Sul sito di Sky il video integrale
Per mercoledì 25 gennaio, ad un anno esatto dalla scomparsa di Regeni, Amnesty International Italia ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione. Oltre all'appuntamento principale  presso l'università La Sapienza di Roma, nel corso del quale saranno letti estratti dei diari di viaggio di Regeni e interverranno, in collegamento telefonico, i suoi genitori, nelle città italiane verranno accese delle fiaccole alle 19,41, l'ora in cui Giulio Regeni uscì per l'ultima volta dalla sua abitazione prima della scomparsa. A Rovereto l'appuntamento è alle 19 in piazza Loreto, dove gli attivisti di Amnesty Rovereto e Alto Garda raccoglieranno anche firme sull'appello per chiedere "Verità per Giulio Regeni".
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