Colle, botta e risposta tra il direttore di INTELLIGONEWS e Salvini-Meloni: ecco su cosa

28 gennaio 2015, intelligo
Colle, botta e risposta tra il direttore di INTELLIGONEWS e Salvini-Meloni: ecco su cosa
Alla vigilia del d-day parlamentare sul Colle i leader politici squadernano proposte e indicazioni per il successore di Napolitano. Se nelle stanze del Nazareno Renzi cerca ancora il candidato che non scontenti Berlusconi ma senza perdere pezzi del suo frastagliato Pd, a Montecitorio Matteo Salvini e Giorgia Meloni convocano una conferenza stampa per fare il punto, visto da destra.
Dal cilindro della Lega e di Fratelli d’Italia i due leader tirano fuori il nome di Vittorio Feltri, giornalista, scrittore, editorialista de Il Giornale. Puntano, spiegano, su un “libero pensatore” (nonostante, come ricorda lo stesso Salvini, proprio Feltri di lui ha detto che “veste da schifo”). La conferenza stampa ben presto si trasforma in un botta e risposta tra i due leader e il direttore di Intelligonews Fabio Torriero che rompe il rito delle domande ad hoc e conduce l’analisi su un campo più largo. Ecco come è andata. La prima domanda di Fabio Torriero riguarda la novità a 5Stelle. I grillini riuniti in “conclave” di fatto abbandonano l’opzione Romano Prodi per abbracciare – pur turandosi il naso – quella di Pierluigi Bersani candidato al Colle in chiave anti-Patto del Nazareno. Un dietrofront bello e buono visto che solo due anni fa furono proprio i grillini a mandare a quel paese in diretta streaming l’allora segretario del Pd che alle politiche non aveva vinto ma non aveva neanche perso. Ecco le risposte di Meloni e Salvini. GIORGIA MELONI: “Diversamente dai 5Stelle noi puntiamo su un profilo non divisivo perché il prossimo inquilino del Colle deve svolgere fino in fondo il ruolo di arbitro super-partes che la Costituzione gli assegna. Un arbitro, appunto, non un capitano che gioca con le insegne di una sola squadra come è stato Bersani, artefice di un progetto politico in un momento storico ormai abbondantemente superato”. MATTEO SALVINI: “Prendo atto che ognuno muore come vuole morire. I 5Stelle due anni fa hanno iniziato il loro percorso politico e parlamentare annunciando la ‘rivoluzione’ mentre oggi finiscono, tramontano con il nome di Bersani. E’ la conferma del loro bluff”. “Inutile nascondersi dietro un dito” esordisce il direttore di Intelligonews nella seconda domanda, perché - è la riflessione di Fabio Torriero – le elezioni per il Quirinale, di fatto, sono le prove tecniche di riaggregazione per gli schieramenti in campo. I modelli spagnolo dei Podemos, di Marine Le Pen in Francia e del neo-governo greco di Tsipras stanno avanzando nel gradimento degli elettori perché hanno superato la vecchia logica del “centrodestra Vs centrosinistra”, basando la loro proposta politica  sullo schema “alto-basso”, come sostiene la Le Pen, ovvero popoli e sovranità contro oligarchie finanziarie ed economiche. Musica per le orecchie di Salvini che risponde così: MATTEO SALVINI: “Sono perfettamente d’accordo, viva Tsipras. Il leader di Syriza ha dimostrato che sui temi veri che riguardano la vita delle persone, si possono formare nuove alleanze. In questo contesto, destra e sinistra possono trovare convergenze finalizzate al bene comune. L’esempio di come il modello ‘centrodestra contro centrosinistra’ sia ormai superato ce lo ha dimostrato chiaramente il faccia a faccia televisivo da Floris a diMartedì tra Marine Le Pen e Massimo D’Alema, con quest’ultimo che voleva far passare la leader del Fronte Nazionale come la solita nostalgica fascista, mentre proprio lei ha saputo rovesciare lo schema e confermare come, in realtà, sia lo stesso D’Alema ad appartenere ancora a vecchie categorie e schematismi del passato". Il leader della Lega chiosa con un passaggio ironico ma significativo: “Vedete i greci come sono avanti? Vorrei proprio vedere come sarebbe andata a finire se in Italia si fosse verificata un’eventualità come quella che Tsipras ha concretizzato in un governo con la sinistra e la destra. Mi piacerebbe vedere le facce di Cuperlo, Vendola e Civati se anche da noi ci fosse un governo alla greca. GIORGIA MELONI evidenzia un punto di vista diverso: “Io credo nei valori e nelle profonde differenze valoriali che esistono tra destra e sinistra, tuttavia non ci sono ostacoli insormontabili all’individuazione di convergenze su battaglie comuni quali l’identità dei popoli, il concetto di sovranità popolare, il tema della socialità. Punti comuni e condivisibili da contrapporre alle politiche elitarie e rigoriste dell’Europa dei tecnocrati. La chiosa è ancora di Salvini che rompe gli indugi e rivolge un appello ai “grillini”: da noi c’è posto. Provocazione o auspicio in tempi di schemi saltati?
autore / intelligo
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