Venezia, sgominata cellula jihadista: le intercettazioni della Polizia

31 marzo 2017 ore 13:05, Lorenzo Ursica
"Se domani faccio il giuramento e mi danno l'ordine sono obbligato a ucciderli tutti". Questa una delle frasi contenuta nelle intercettazioni telefoniche divulgate dalla Polizia di Stato detta da uno dei presunti terroristi arrestati giovedì da Polizia e carabinieri, anche con le squadre scelte di Nocs e Gis. Lavoravano come camerieri nel centro storico e da mesi erano convinti di poter agire facendosi esplodere tra i turisti sul Ponte di Rialto. Un'azione spettacolare nel cuore di Venezia che avrebbe riportato il terrorismo jihadista alla ribalta proprio mentre Isis sta per soccombere a Mosul in quella che è stata la Capitale irachena del Califfato.

Il 25enne Fisnik Bekaj insieme a Dake Haziraj, 26 anni, e Arjan Babaj, 28 anni, avevano preparato tutto. Non sapevano che le squadre antiterrorismo erano sulle loro tracce e ascoltavano le loro conversazioni. Tutto è nato infatti da un'intercettazione ambientale di pochi giorni fa nella quale la cellula diceva: "A Venezia guadagni subito il paradiso per quanti miscredenti ci sono qua. Metti una bomba a Rialto".Da qui sono scattati gli arresti di questa notte, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Venezia Alberto Scaramuzza, in un palazzo vicino al teatro La Fenice.  Tutti e 4 gli arrestati (un minorenne è in stato di fermo) avevano costituito una cellula jihadista e gli inquirenti sulla base di queste prove sono convinti che erano pronti ad entrare in azione.

Questo il video delle intercettazioni che ha portato agli arresti che hanno "salvato" Venezia:


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