ISIS, PARLA IL FOREIGN FIGHTER BELGA: SE COMBATTETE IN LIBIA, ITALIANI, GUAI A VOI. IL VIDEO

01 aprile 2016 ore 13:06, Lorenzo Ursica
 Ancora una volta i giornalisti di IntelligoNews (col loro reportage) hanno centrato il bersaglio. Le loro domande hanno ottenuto lo scopo che gli Occidentali si prefiggevano: riuscire a decodificare i messaggi criptici, che gli amici del terrorismo islamista o i tiepidi, o collusi, anche dal punto di vista culturale, comunque mandano in circolazione. 

Basta, infatti, interpretare tra le righe, le risposte del jihadista belga Younnes, per cogliere quel brodo di coltura, che di fatto legittima il pensiero e l’azione dell’Isis. E serve agli intellettuali e alla politica occidentale, per non ripetere gli stessi errori, che ormai da decenni le classi dirigenti hanno compiuto: un’idea di cittadinanza sbagliata, basata su un’utopistica multiculturalità, sul buonismo, sulla mistica dell’accoglienza, e un’immigrazione incentrata unicamente sul posto di lavoro e sulla legalità, ignorando l’immigrazione culturale, che avrebbe comportato l’individuazione di sintesi, ma anche di incompatibilità, con le identità che non si integrano con la civiltà europea. 

Le frasi di Younnes sono emblematiche: Non conferma la rete terroristica in Europa, ma ammette “contatti con amici che la pensano allo stesso modo”, ossia, gli islamici radicali. Non parla di strategia di attacco scientifico riguardante gli attentati, ma di “reazione logica alle offese dell’Occidente” (è la solita questione delle nostre responsabilità, dopo l’11 settembre). Lui non condivide gli attentati, ma giustifica chi può ragionare in modo più drastico: “Si tratta sempre di reazione alle nostre bombe, e ai loro morti innocenti”. Non colpiranno il Vaticano, “è solo propaganda”, è “solo spettacolo”, ma poi domanda ai nostri giornalisti se “l’Italia sta combattendo l’Isis” (domanda retorica con sorriso sornione). Alla risposta negativa di IntelligoNews, ha detto che “possiamo stare tranquilli”. Quindi, il messaggio è chiaro: Se l’Italia si muove, ad esempio in Libia, “aspettatevi una vostra Parigi o una vostra Bruxelles”.


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