Amatrice un mese dopo: il ricordo di un dramma e plausi ai soccorritori [VIDEO]

23 settembre 2016 ore 13:01, Andrea De Angelis
Un mese fa, il 23 agosto, ad Amatrice era una normale giornata estiva. Anzi, normale fino a un certo punto: il paese si preparava alla sagra dell'amatriciana, la pasta più famosa in Italia e nel mondo. C'era fermento dunque e, come ogni agosto, erano numerosi i turisti presenti. Tra loro anche molti romani, da sempre proprietari di tante seconde case nelle varie frazioni. 

 


Poi il terremoto. La notte del 24 agosto la terra ha tremato. "Amatrice non c'è più", disse ai microfoni di Rai News il sindaco Pirozzi. I giorni seguenti e ancora oggi il suo ritornello sarà quello che abbiamo imparato ad ascoltare: "Amatrice tornerà ad esserci". 
Si dice spesso che in Italia lo Stato non c'è. Un'argomentazione molto usata, ad esempio, per parlare di mafia, massoneria, caporalato. Senza addentrarci in questi discorsi, possiamo dire che questa volta lo Stato c'è "stato". Non parliamo di politica, non necessariamente. I riflettori, a un mese da quella tragica notte, devono essere accesi sulla Protezione Civile, le Forze armate, l'Esercito. Coloro che da subito, dal primo istante si sono rimboccati le maniche e hanno salvato vite di donne, uomini e bambini. Estraendone a centinaia vivi dalla macerie. Un lavoro che, a un mese dal dramma, deve essere ricordato. Senza se e senza ma.




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