Pimonte, sindaco choc in VIDEO su stupro da branco: "Bambinata passata"

05 luglio 2017 ore 12:45, Micaela Del Monte
Era stata stuprata da un branco di 12 ragazzi (tra cui il fidanzato) lo scorso anno a soli 15 anni e ora la ragazza è andata in Germania  dopo il rilascio in messa in prova dei suoi aguzzini. A rendere nota la notizia è il garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Campania Cesare Romano che, attraverso un comunicato denuncia "l'insensibilità istituzionale dimostrata da chi aveva assunto impegno di interessare gli organi giudiziari sull'epilogo della vicenda e di voler recuperare un più attento protagonismo nell'accompagnare, almeno in questa ultima fase, la minore e la sua famiglia".

Ma per la ragazza non c'è stato solo il danno ma anche la beffa. Il sindaco di Pimonte (Napoli) Michele Palummo in un'intervista televisiva, ha definito la violenza sessuale di gruppo subita da una ragazzina di 15 anni nel suo paese, "una bambinata che ormai è passata". Ospite della trasmissione "L'aria che tira" su La 7, il primo cittadino si è espresso con queste parole, in riferimento ad un caso di cronaca che ha sconvolto il paese.


"Sono inquietanti le parole del sindaco di Pimonte, Michele Palummo, che nella puntata de "L’aria che tira" del 3 luglio ha liquidato lo stupro di gruppo su una ragazzina di 15 anni da parte di 12 suoi coetanei come una “bambinata che ormai è passata”". Celeste Costantino, Deputata Sinistra Italiana, e Stefania Fanelli, Associazione Frida Kahlo La città delle pari opportunità, si scagliano contro le istituzioni che anziché sostenere le vittime di violenza finiscono per etichettarle come "colpevoli" degli abusi subiti. "La vittima, con la sua famiglia, in seguito alla condanna ai domiciliari del branco, è tornata a vivere in Germania - ricordano le due attiviste - Dalla condanna in poi la comunità, anziché stringersi intorno a lei, l’ha stigmatizzata ed esclusa socialmente per un danno che lei ha subito e non perpetrato, come ha avuto modo di constatare il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania, Cesare Romano". "È sempre così - aggiungono in una nota - laddove una donna, in questo caso una bambina, denuncia una violenza sessuale, è lei a pagarne le conseguenze non solo per lo stupro subito, ma per l’additamento collettivo, come se fosse andata a cercarsela".
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