Facebook stoppa IA, bot 'ribelli' creano lingua indecifrabile

01 agosto 2017 ore 13:08, Stefano Ursi
A leggerla così fa venire un po' di timore, se ripensiamo a quello che da sempre aleggia come lo spettro del 'dominio delle macchine'. Secondo quanto riportano le cronache dei media internazionali, che arrivano dopo le parole di Elon Musk sull'intelligenza artificiale, Facebook ha deciso di interrompere gli esperimenti in corso sulle IA (Intelligenza Artificiale): alcuni bot coinvolti nell'esperimento, infatti, avevano iniziato a comunicare tra di loro con un linguaggio proprio, diverso dall'inglese. Dietro a questo inconveniente, si legge, ci sarebbe stata una svista nella programmazione, laddove non sono stati codificati 'incentivi', in gergo tecnico, affinché la comunicazione fra i bot, che era prevista, avvenisse esclusivamente in lingua inglese.

Facebook stoppa IA, bot 'ribelli' creano lingua indecifrabile
L'esperimento, si legge, nasce per implementare e migliorare la comunicazione, ma nel momento in cui i ricercatori si sono accorti che i bot iniziavano a parlare fra di loro un linguaggio divenuto pressoché incomprensibile per loro, hanno deciso di dire stop, staccare la spina e valutare il perché questo si fosse verificato. I ricercatori, si legge, stavano lavorando sui bot per renderli abili alla negoziazione e alla manifestazione di interesse per oggetti. La frontiera, in questo senso, è sostanzialmente ancora inesplorata, visto che gli sforzi delle aziende per lavorare sull'intelligenza artificiale sono molti ma ancora non ci sono risultati apprezzabili e soprattutto operativi su scala globale ma solo in settori specifici e quadranti geografici specifici.

Facebook stoppa IA, bot 'ribelli' creano lingua indecifrabile
Google, ad esempio, faciliterà l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro con Google for Jobs che è stato annunciato alla conferenza degli sviluppatori di maggio e sarà disponibile per ora solo negli Stati Uniti. Il motore di ricerca per il lavoro, spiega la compagnia sul suo blog, sfrutta la tecnologia del "machine learning", l'apprendimento automatico per affinare suggerimenti, ricerche e per facilitare l'incontro tra offerta e domanda. La nuova funzione del motore di ricerca, disponibile sul web e su dispositivi mobili, permette all'utente (per ora solo americano) di accedere alle candidature pubblicate su varie piattaforme professionali. Facebook stessa, in un altro campo, ha parlato tempo fa di uno strumento di intelligenza artificiale che permetta di trovare in modo veloce contenuti ed account legati al terrorismo.

L'utilizzo di base è quello della comprensione della lingua naturale per analizzare testi simili a quelli già rimossi. O delle immagini, in modo che quando qualcuno cerca di caricare una foto o un video a sfondo o contenuto terroristico, la piattaforma cerca di comprendere se l'immagine o il video corrispondano o meno ad altre già note. Un uso che potrebbe venire utilissimo in campi fondamentali, come la sicurezza e il lavoro, ma l'intelligenza artificiale da molti è vista come un rischio per gli umani, perché potrebbe, una volta perfezionata, prendere molte delle funzioni che oggi l'uomo svolge.

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autore / Stefano Ursi
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