La black list di Coldiretti per Natale va dal salmone ai mirtilli

01 dicembre 2015 ore 9:02, Andrea De Angelis
La black list di Coldiretti per Natale va dal salmone ai mirtilli
Non è una questione di salute, ci mancherebbe.
Sappiamo tutti che il cotechino è un cibo meno leggero di un'insalata di arance e finocchi, tanto per intenderci. E che il pollo ripieno non ha niente a che vedere con il petto fatto alla griglia. 
Di divieti in questo tempo di Avvento ne abbiamo visti anche troppi. Basti pensare alle numerose polemiche relative alle tradizioni religiose a scuola, da Rozzano a Fonte Nuova. Anche monsignor Galantino è intervenuto a proposito parlando di "scelta ideologica". Ma qui parliamo di altri divieti, relativi al Natale a tavola. 

Al centro finisce la sostenibilità alimentare perché per salvare il pianeta si può cominciare anche da qui. Senza bisogno di partecipare alla Conferenza di Parigi, ma agendo nel quotidiano. Ad esempio evitando melograni, mirtilli, noci e salmone, che sono solo alcuni dei prodotti che la Coldiretti ha inserito nella sua prima «black list» dei cibi natalizi, stilata in occasione della Conferenza Onu sul clima di Parigi.  
La lista nera valuta i chilometri che ogni prodotto deve percorrere per arrivare in Italia: per un chilo di ciliegie dal Cile sono quasi 12 mila, con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11 mila chilometri, consumando 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica. Stessi numeri, più o meno, per l’anguria brasiliana (oltre 9 mila km, 5,3 chili di petrolio, 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo).  
Si tratta, principalmente, di prodotti fuori stagione. "È una tendenza snob in forte ascesa – spiega il direttore Coldiretti Alessandria Simone Moroni - che concorre a far salire il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte rispetto a quello che si spenderebbe con mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine".  
 
Oltre a mirtilli, angurie e ciliegie, sono stati inseriti nella «black list» anche le more dal Messico, il salmone dall’Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe, i melograni dalla Spagna e i fagiolini dall’Egitto. Insomma, meglio consumare prodotti locali dice Coldiretti. Poi ognuno sceglierà. Di certo si può leggere la provenienza di ogni cibo prima di acquistarlo, perché non tutti i mirtilli arrivano dall'Argentina e gli asparagi dal Perù. E, più che mai, buon pranzo.


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