Arancino o arancina? La Crusca e il Parlamento discutono sul sesso

01 febbraio 2016 ore 15:50, Lucia Bigozzi
Siamo agli arancini. Di che sesso sono? Il Parlamento si interroga. La questione deve essere dirimente o di vitale importanza per le sorti dell’Italia se c’è chi è già pronto a portare il caso nell’Aula di Montecitorio. Insomma, dalla Sicilia a Roma con … furore e a colpi di arancini. Ma che succede? Tutta “colpa” dell’Accademia della Crusca, si dirà in quel di Sicilia, perché davanti al quesito se sia corretto dire e scrivere “arancino” o arancina”, ha “sentenziato” che si possono usare entrambe le declinazioni. Apriti cielo, anzi in Sicilia deve aver tuonato perfino “a Muntagna”, alias Etna! Perché nell’Isola la diatriba è tutt’altro che risolta e l’interpretazione della Crusca non pare sia intervenuta a placare o a dirimere quella che da molto tempo è una “guerra” lessicale tra opposte fazioni sull’uso delle due parole. “Arancino” è il termine più in voga nella Sicilia orientale mentre “arancina” spopola nel versante occidentale. Chi ha ragione? L’Accademia della Crusca considera valide entrambe le forme. Eccone le ragioni: il diminuitivo di “aranciu” è “arancinu”, di qui la consuetudine del termine per indicare il prodotto a base di riso. “Arancina”, invece è la versione mutuata dall’albero che produce il frutto. Insomma come la si gira la si gira, va bene in entrambi i modi. Non per i siciliani, per nulla intenzionati a mollare la presa su una questione irrisolta da sempre e che nemmeno la “sentenza” dell’Accademia della Crusca può risolvere una volta per tutte. Eh no, perché il caso sta per arrivare in Parlamento dove immaginiamo fin d’ora estenuanti dibattiti sul sesso degli arancini, con tanto di mozioni, ostruzionismo a oltranza, richieste di voto segreto, alleanze trasversali, e chi più arancini ha più ne metta… 

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Il paladino degli arancini si chiama Giuseppe Berretta, Pd, avvocato, catanese doc, del tutto intenzionato a investire della questione il parlamento e, addirittura, a farlo affinchè il governo prenda una posizione. Niente meno che Palazzo Chigi. Lo scenario potrebbe essere questo: parlamentari sfiniti dopo mesi di discussioni e risse in Aula, senza venire a capo di nulla, invocato l’intervento di Matteo Renzi. Il quale posta un video, come quello famoso alla lavagna per la #buonascuola, dove col gesso scrive la versione definitiva, con tanto di slide col pesce rosso e annesso hashtag, in modo che sia chiaro per tutti. Anche per il solerte parlamentare dem catanese. Dal tempo delle mele, insomma, a quelle degli arancini…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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