Cari medici cartelle cliniche in stampatello. Firmato Regione Lazio

01 luglio 2015, Americo Mascarucci
Quante volte è capitato di ritirare una cartella clinica e non comprendere un’acca di quello che vi era scritto? E quante volte magari il vostro medico di fiducia vi ha fatto una ricetta, vi ha prescritto delle medicine e il farmacista non ha capito quello che vi doveva vendere, andando magari per tentativi? Sicuramente sarà capitato a tutti e ognuno avrà pensato: “Ma perché il medico non scrive in stampatello?” Ebbene adesso dovranno farlo per legge?” 

Cari medici cartelle cliniche in stampatello. Firmato Regione Lazio
La Regione Lazio nelle nuove linee giuda rivolte alla prevenzione del rischio sanitario
, è intenzionata ad introdurre l’obbligo per i medici di redigere le cartelle cliniche in stampatello, perché, dati alla mano, è stato accertato che una scrittura chiara, comprensibile e senza alcuna possibilità di errata interpretazione può salvare molte vite. Soltanto un terzo dei circa 320 mila casi di errori sono colpa dei medici, nella maggioranza dei casi invece sono determinati da inadeguatezza dei sistemi informatici e appunto difficoltà di comprensione delle cartelle, con gli infermieri che il più delle volte non comprendendo la grafia del medico scambiano lucciole per lanterne. 

La novità è stata annunciata e presentata nel corso di un convegno che si è tenuto a Roma dal titolo: “'Paziente sicuro in ospedale”. «Il collega o l'infermiere non comprende la scrittura del medico che ha indicato la cura e questa viene modificata», spiega Alessandro Boccanelli, presidente dell'Associazione Salute e Società Onlus e co-presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica(SICGE). 

«Basterebbe scrivere sempre in stampatello sulle cartelle cliniche - prosegue - per prevenire moltissimi guai, visto che proprio gli errori di prescrizione sono responsabili in un caso su due degli 'incidenti” durante i trattamenti, mentre gli errori di somministrazione sono il 26% e quelli di distribuzione il 14%». Le denunce nei confronti dei sanitari sono cresciute del 300% in 25 anni e sono circa 12.000 le cause pendenti nel nostro Paese, con richieste di risarcimento danni che si aggirano complessivamente attorno ai 2,5 miliardi. Una tendenza alla 'denuncia facile' che porta ad aumentare i costi delle assicurazioni pagate dalle strutture sanitarie e dai medici, ma anche ad un aumento della medicina difensiva, che vede lievitare le prescrizioni inutili, fatte per tutelare il professionista dal paziente e non per risolvere un problema di salute. Insomma sembra uno scherzo, ma anche da una a magari scambiata per una o potrebbe dipendere il destino del sistema sanitario nazionale. E allora perché come in questo caso non partire dalle piccole cose? 

Del resto visto che la dittatura del linguaggio e della terminologia ha ormai preso il sopravvento in ogni campo, la purezza delle parole sembra diventata una questione più politica che grammaticale, perché non sfruttarla finalmente per qualcosa di utile?
caricamento in corso...
caricamento in corso...