Chi non dorme non piglia "pesci" ma cibo spazzatura: senza sonno si ingrassa di più

01 marzo 2016 ore 14:35, Andrea De Angelis
"Chi non lavora non fa l'amore" cantava in tempi non sospetti Adriano Celentano. Un precursore. "Chi dorme non piglia pesci", dice uno dei proverbi più noti dello Stivale. Potremmo ora aggiungere che chi non dorme non piglia pesci, ma solo cibo spazzatura. Gli animali che popolano le acque si sa fanno parte del miglior cibo a disposizione sulle tavole: molte proteine, pochi grassi e carboidrati. L'ideale per una dieta sana, forse meno per le tasche, ma mangiare pesce due volte alla settimana è più di un consiglio. 

Tornando al materasso (e qui verrebbe da citare Renzo Arbore) cerchiamo di capire il motivo dell'aggiunta di quel "non" al noto proverbio. Semplice: se dormi poco rischi di ingrassare di più. La causa è ancora più intuitiva: le ore di sonno, sacrosante per il benessere psicofisico di ogni individuo, potrebbero essere sostituite da pasti fuori orario e per definizione improvvisati. Poco sani. Snack, biscotti rubati nella credenza e altro ancora. Calorie poco utili all'organismo, specialmente se il sole è già tramontato da un po'. 
Chi non dorme non piglia 'pesci' ma cibo spazzatura: senza sonno si ingrassa di più
Ora un nuovo studio americano individua il colpevole di questa catena, un segnale chimico che esalta il piacere di mangiare 'cibo spazzatura' ad alto contenuto di grassi. "Diminuire le ore di sonno sembra 'accendere' il sistema endocannabinoide, il bersaglio del principio attivo della marijuana, aumentando il desiderio di assumere cibo". Parola di Erin Hanlon dell'università di Chicago, tra gli autori della ricerca. Il lavoro, pubblicato su Sleep, ha coinvolto 14 ventenni sani e li ha privati del sonno. Dopo aver dormito poco, i volontari non sono stati in grado di resistere a snack appetitosi, come li hanno definiti gli stessi ricercatori. I partecipanti hanno ceduto a biscotti, caramelle e patatine, anche se due ore prima avevano consumato un ricco pasto, contenente il 90% del loro fabbisogno calorico giornaliero. "Abbiamo scoperto che la riduzione di sonno aumenta un segnale che può accrescere l'aspetto edonistico del cibo, il piacere e la soddisfazione tratta dal mangiare", prosegue Hanlon.

Il responsabile è l'endocannabinoide 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), i cui livelli ematici sono in genere bassi durante la notte, mentre si alzano lentamente durante il giorno, con un picco nel primo pomeriggio. Quando i partecipanti allo studio sono stati privati del sonno, invece, i livelli di endocannabinoidi sono aumentati più velocemente e sono rimasti elevati durante la sera.

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