Dj Fabo: Cappato si autodenuncia a rischio basso, indagato per aiuto al suicidio

01 marzo 2017 ore 13:40, Americo Mascarucci
Il radicale Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni si è autodenunciato presso la Procura di Milano per aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera dove gli è stato praticato il suicidio assistito. E' ora indagato con l'ipotesi accusatoria di "aiuto al suicidio" che insieme all'istigazione al suicidio è punita dal codice penale con pene che possono andare dai 5 ai 12 anni.
Dj Fabo: Cappato si autodenuncia a rischio basso, indagato per aiuto al suicidio


L'AUTODENUNCIA
Cappato presentandosi presso la Caserma dei Carabinieri dove ha sporto denuncia contro se stesso ha dichiarato: "Se ci sarà l’occasione di difendere davanti a un giudice quello che ho fatto - ha detto - lo potrò fare in nome di principi costituzionali di libertà e responsabilità fondamentali che sono più forti di un codice penale scritto in epoca fascista, che non fa alcuna differenza tra l’aiuto a un malato che vuole interrompere la propria sofferenza e lo sbarazzarsi di una persona di cui ci si vuole liberare, mentre la Costituzione questa differenza la fa". 
In pratica Coscioni contesta l'equiparazione che il codice penale fa dell'istigazione e dell'aiuto al suicidio. Nel suo caso lui ci tiene a ribadire di aver "aiutato" e non "istigato" Fabo al suicidio.
Non solo, Cappato è andato anche oltre:
"Ho precisato ai carabinieri che stiamo aiutando altre persone, due persone in particolare hanno già un appuntamento in Svizzera e noi le aiuteremo, una materialmente, l’altra economicamente". 

COSA RISCHIA
L'auto-denuncia di Cappato quindi riguarderebbe l'ipotesi accusatoria di "aiuto al suicidio" che però come detto essendo equiparata all'istigazione potrebbe costargli una pena da 5 a 12 anni di carcere.
Il capo della Procura milanese Francesco Greco tuttavia tiene a precisare che la responsabilità di Cappato sarebbe tutta da dimostrare, anche perchè secondo il codice penale "l’aiuto deve essere portato fino all’atto finale". Il che significa che Cappato potrebbe non essere nemmeno incriminato dal momento che il suo aiuto non ha comunque determinato il suicidio. Non sarebbe stato lui insomma a compiere l'atto finale. E accompagnare Dj Fabo in Svizzera per consentirgli il suicidio assistito potrebbe non configurarsi nemmeno come reato. 
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