Perché la Scozia non lascerà il Regno Unito (anche se fa credere il contrario)

10 aprile 2017 ore 12:11, intelligo
È dalla mattina del 24 giugno, quando sono stati resi pubblici i risultati del voto che ha sancito la Brexit, che i leader politici scozzesi reclamano un nuovo referendum sull’indipendenza da Londra. La premier Nicola Sturgeon lo invoca a ogni intervista, mentre il Parlamento di Edimburgo ha persino votato una mozione affinché la consultazione si tenga entro la primavera del 2019. Tanto rumore – giusto per scomodare un inglese piuttosto celebre – per nulla, perché gli scozzesi sanno benissimo che se dovessero essere chiamati alle urne sceglierebbero di restare nel Regno Unito. 
Perché la Scozia non lascerà il Regno Unito (anche se fa credere il contrario)
Il motivo? Sempre il solito: i soldi. La Scozia destina appena il 15% del suo export
ai paesi UE, mentre il 66% del suo output finisce nel resto del Regno Unito. Se diventasse indipendente questo imponente flusso di merci verrebbe contenuto dai dazi che sicuramente Londra imporrebbe. Inoltre Edimburgo dovrebbe adottare in tutta fretta l’euro per non dover creare una valuta nazionale una volta abbandonata la sterlina, ma il processo per l’entrata nella moneta unica non è mai immediato e la Scozia potrebbe non superare gli standard richiesti da Bruxelles. Ha infatti un rapporto deficit/PIL peggiore di quello di Grecia e Portogallo, pari al 10% (la UE richiede un rapporto del 3% ai suoi membri). Inoltre si dovrebbe rinunciare ai generosi versamenti di liquidità concessi da Londra: 12 miliardi di euro l’anno, circa 2000 euro per cittadino. Una cifra enorme che l’Unione europea a trazione tedesca certo non continuerebbe a garantire. Questa debolezza strutturale - che convinse la maggioranza degli elettori a scegliere di rimanere nel Regno Unito nel referendum tenutosi nel 2014 - si è ulteriormente aggravata quest’anno a causa del crollo del prezzo del petrolio che ha reso molto meno redditizie le piattaforme nel Mare del Nord, l’unico vero asset scozzese: quest’anno ci si aspetta entrate inferiori ai 3 miliardi contro i quasi 7 previsti. Di fronte a un tale numero di incognite sembra davvero improbabile che i leader politici locali intendano seriamente seguire la strada dell’indipendenza: è più probabile che stiano usando lo spauracchio della secessione per strappare una concessione speciale a Theresa May nell’ambito della separazione dall’Unione Europea: Edimburgo si starebbe muovendo affinché siano solo i cittadini inglesi a pagare i 60 miliardi in finanziamenti comunitari che rappresentano il conto della Brexit. Resta da capire se per Londra la Scozia valga così tanto. 

di Alfonso Francia
autore / intelligo
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