Istat trova 51mila senza fissa dimora e Confcommercio: disagio sociale

10 dicembre 2015 ore 14:41, Luca Lippi
Istat trova 51mila senza fissa dimora e Confcommercio: disagio sociale
Non c’era bisogno dell’Istat per vedere la realtà, basta uscire di casa tutti i giorni, tuttavia è importante anche certi fenomeni siano resi ufficiali, a contrastare la voglia a volte fuori contesto delle istituzioni di voler fare apparire le cose non per quello che sono realmente. Un esercito silenzioso non è mai un esercito e quindi eccoli gli “invisibili”: 50.724 quelli che, nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna. Il dato emerge dall’indagine condotta in 158 Comuni italiani dopo una convenzione tra Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora e Caritas Italiana. Sono 2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta presso i Comuni considerati dall’indagine, in aumento rispetto a tre anni fa  (2,31 per mille, 47 mila 648 persone). Circa i due terzi delle persone senza dimora (il 68,7%) dichiarano di essere iscritte all’anagrafe di un comune italiano, valore che scende al 48,1% tra i cittadini stranieri e raggiunge il 97,2% tra gli italiani. La speciale “classifica” redatta dall’Istat segue l’ultima fatta dallo stesso istituto nel 2011 (solo dopo tre anni ha deciso di rivedere la situazione!) e dalla precedente, a parte i numeri, cambia di poco la situazione macro: 38% degli invisibili al Nord Ovest, 23,7% al centro e 9,2% nelle isole. Diminuiscono al Nord est, da 19,7% del 2011 agli attuali 18% ma a questo fa da contrappeso il sud dal 8,7% del 2011 agli attuali 11,1%. Confermate le caratteristiche dei “senza fissa dimora” per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8)  con basso titolo di studio (solo un terzo raggiunge almeno il diploma di scuola media superiore). La situazione non tende a migliorare, basta confrontare l’indagine Istat e prenderla come un nuovo punto di partenza perché il futuro ce lo descrive un’indagine di Confcommercio.

Secondo Confcommercio torna a crescere il disagio sociale a ottobre nonostante i miglioramenti dei mesi precedenti, dei quali in tempo segnalammo la “leggerezza” con cui furono sottolineati da troppa enfasi (caratteristica del “nuovo che avanza”). L'indice di disagio sociale, o misery index, si è attestato a ottobre a 19,5 punti, in aumento di due decimi rispetto al mese di settembre. Il modesto peggioramento rilevato nell'ultimo mese, dopo un trimestre di progressivo miglioramento, riflette una tendenza alla stabilità della disoccupazione estesa ed una diminuzione dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto più contenuta rispetto ai mesi precedenti. Dal rapporto leggiamo: “Le dinamiche registrate negli ultimi mesi dal MIC (Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni) e dalle sue componenti segnalano l'esigenza di ridurre in misura consistente l'area della disoccupazione, ufficiale ed estesa, se si vuole giungere ad un significativo ridimensionamento dell'area del disagio sociale. Tale dinamica potrà essere garantita solo da tassi di crescita più sostenuti rispetto ai ritmi attuali ed idonei a favorire un concreto miglioramento del mercato del lavoro, che al momento è caratterizzato da una tendenza alla stabilizzazione dei contratti, con l'ampliamento della quota di dipendenti regolari, ed al riassorbimento delle persone in CIG (cassa integrazione)". 
Ad ottobre il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato all'11,5%, il valore più basso da dicembre 2012, in riduzione di un decimo di punto rispetto a settembre e di un punto e mezzo percentuale su base annua. Il numero di disoccupati si è ridotto di 13mila unità sul mese precedente e di 410mila rispetto a ottobre del 2014. Il numero di occupati è diminuito di 39mila unità rispetto al mese precedente ed è aumentato di 75mila nei confronti dello stesso mese del 2014. Le ore di CIG autorizzate sono diminuite del 44,7% a ottobre rispetto allo stesso mese del 2014. Le ore di CIG utilizzate sono aumentate di mille unità su base mensile e diminuite di 87mila unità su base annua. Anche a ottobre il numero di scoraggiati è stimato in aumento. Il combinarsi della diminuzione dei disoccupati ufficiali e del numero di persone in CIG con l'aumento degli scoraggiati, rimarca Confcommercio, ha comportato una stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso al 15,4%. 

In conclusione, questi sono prodromi, allarmi, viatici, sorgenti della popolazione destinata a diventare “invisibile” e con gli invisibili il pericolo di leggere le situazioni statistiche “scorrettamente” è elevato. È così che si vincono le elezioni, gridando al mondo preferenze da 40% senza contare gli “invisibili” che non hanno votato, alle cronache i “vincitori” raccolsero il consenso del 40% del 58,68% degli unici votanti. Così è buono tutto! 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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