La Cirinnà dai francescani fa "l'omelia" sulle unioni civili con la supervisione dell'Odg?

10 giugno 2016 ore 12:53, Americo Mascarucci
La senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà salirà in cattedra in una Pontificia facoltà teologica per spiegare ai giornalisti la legge sulle unioni civili. 
L’iniziativa si terrà il 7 luglio a Roma,  all'auditorium del Seraphicum, complesso dei frati minori conventuali sulla via Laurentina, a pochi passi dall'Eur, che ospita anche la Pontificia facoltà teologica San Bonaventura.
Lo riferisce il giornale cattolico La Nuova Bussola Quotidiana  che spiega
"L’evento rientra nel quadro dell’offerta per la formazione continua dei giornalisti professionisti ed è organizzato dall'Associazione Lucky Time, ente terzo autorizzato dal ministero della Giustizia a proporre corsi di formazione all'Ordine dei giornalisti. La facoltà teologica, dedicata al biografo di San Francesco, farà solo da cornice a questa lectio magistralis senza contraddittorio della madrina delle unioni civili e sedicente paladina dei diritti lgbt. Gli stessi responsabili della Lucky Time raggiunti telefonicamente dalla Nuova BQ, confermano che l’istituto Seraphicum si è limitato a dare la disponibilità per l’affitto della sala, anche loro tuttavia hanno ammesso che forse il tema e gli ospiti del workshop potrebbero creare imbarazzo all'istituto e potrebbero quindi valutare anche la ricerca di una nuova sede per lo svolgimento del corso che assegna tre crediti formativi. 
Al Seraphicum due laici poco disponibili a fornire spiegazioni prima hanno detto che non risultava loro alcun evento con la Cirinnà, poi dopo alcune verifiche hanno accertato che in effetti l’evento era in programma e che comunque loro affittano l’auditorium a chi ne fa richiesta senza alcun pregiudizio. Sarebbe il caso invece - conclude il servizio - che qualche giudizio preventivo se lo ponessero i vari istituti religiosi che mettono a disposizione i loro locali per le iniziative più disparate".

La Cirinnà dai francescani fa 'l'omelia' sulle unioni civili con la supervisione dell'Odg?
A questo punto forse qualche riflessione diventa obbligatoria. E' vero che una sala può essere affittata a chiunque ne faccia richiesta, ma un istituto religioso forse dovrebbe preoccuparsi un tantino degli argomenti affrontati?
Ancora di più nel momento in cui non si tratta di un confronto fra opinioni diversi ma di una lectio magistralis senza contraddittorio, da parte della principale paladina dei diritti civili. 
La quale è per giunta la principale sostenitrice di quella stepchild adoption che di fatto dovrebbe comportare il via libera alle adozioni da parte delle coppie gay. 
Qualcuno potrebbe obiettare: ma è stato il segretario generale della Cei Nunzio Galantinmo a prediligere per primo il dialogo con la Cirinnà evitando le crociate etiche e "scomunicando" i gay pride. Vero, ma qui non si tratta di un dialogo ma di una posizione espressa in forma unilaterale.
La Cirinnà insomma "se la canta e se la suona".
E così dopo i testi new age in bella mostra nelle librerie religiose insieme a quelli di ex sacerdoti ridotti dalla Chiesa allo stato laicale per le loro posizioni in aperto contrasto con la dottrina, adesso gli istituiti francescani fanno addirittura da cornice ai corsi di gender per giornalisti.
Come se fosse normale ospitare incontri del Popolo della Famiglia nelle sedi dell'Arcigay Non è della stessa opinione il Presidente - Dott. Andrea Tommasini che invia un comunicato. 

NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE: FORMAZIONE GIORNALISTICA LIBERA ED INDIPENDENTE
Apprendiamo da fonti di stampa che in data odierna la nostra Associazione è stata nominata da una testata giornalistica, nella nostra qualità di Ente Terzo per la Formazione Professionale Continua degli Iscritti all’Ordine dei Giornalisti, quale soggetto promotore di un evento formativo previsto per la data del 7 luglio p.v. dal titolo “Legge Cirinnà: ce ne parla l’autrice”. Detto seminario della durata di tre ore e che prevede il riconoscimento di tre crediti formativi, vede con nostra somma sorpresa, circolare al suo contorno arbitrarie affermazioni lesive dell’immagine e del rispetto dovuti alla necessaria indipendenza della professione e della formazione giornalistica, al lavoro della nostra Associazione, alla secolare tradizione dell’Ordine Francescano ed al ruolo delle Istituzioni e della Senatrice stessa ivi citati. Nel prendere le distanze dalle strumentali, arbitrarie e lesive affermazioni che a cominciare dai titoli riscontriamo, precisiamo quanto segue: si tratta di un evento di formazione e aggiornamento professionale, come previsto dalle regole stabilite dall'Ordine dei Giornalisti, che non può in nessun modo essere assimilato a qualsivoglia attività di natura politica. Il seminario in questione vede infatti indicata nella piattaforma giornalistica SiGeF la Sede del Seraphicum e non di alcuna facoltà teologica, semplicemente in quanto tale luogo è la nostra sede istituzionale abituale dell’Offerta Formativa. In quanto struttura congressuale il Seraphicum stesso, precisiamo che si pone in qualità di locatario e senza alcun differente collegamento con l'attività formativa svolta dal nostro Ente di Formazione.
La Presidenza di questa Associazione, alla luce delle gratuite e lesive strumentalizzazioni rilevate dal quotidiano ed in rete, nel riservarsi ogni opportuna azione a tutela, al fine di tutelare il Seraphicum da possibili strumentalizzazioni, ha scelto di svolgere tale evento in altra sede che quanto prima sarà comunicata nelle sedi dovute. Sottolineiamo che l'appuntamento è un corso di aggiornamento e formazione tecnica per giornalisti e pertanto diffidiamo chiunque dal voler entrare nel merito della sua organizzazione e dei contenuti. Non è infatti possibile tollerare equivoci ed arbitrarie strumentalizzazioni politiche su un serio lavoro di aggiornamento professionale in merito ad una legge dello Stato, da poco approvata, e che gli operatori dell'informazione hanno la necessità di conoscere in tutte le sue articolazioni tecniche ed istituzionali. Tale è il ruolo al quale è stata chiamata la sen. Monica Cirinnà, autrice del testo normativo. Ritenere di poter sindacare sul come e sul dove debba svolgersi la formazione professionale dei giornalisti va contro il ruolo democratico e terzo che la nostra professione svolge. La libertà e l'indipendenza dell'informazione è un patrimonio costituzionalmente sancito che nessuno può mettere in discussione. Riteniamo pertanto integralmente destituite di fondamento le gratuite illazioni che leggiamo sul nostro lavoro, oltre che lesive dell'indipendenza della professione giornalistica. A conferma della strumentalità e della totale infondatezza dei rilievi sollevati, precisiamo altresì che questa Associazione, ha già attualmente pubblicati nel suo calendario di offerta formativa riservata ai giornalisti, appuntamenti che abbracciano a trecentosessanta gradi i settori della conoscenza e pertanto dell’informazione (per esempio, vedasi il seminario del 19 luglio p.v. dal titolo “Conoscere e parlare dell’Universo Cristiano” tenuto da uno dei massimi teologi e spiritualisti contemporanei).
Diffidiamo, pertanto, chiunque dal mettere in dubbio la nostra natura pluralistica e il ruolo terzo e indipendente che svolgiamo nella nostra attività e tantomeno dal coinvolgere soggetti che non hanno responsabilità nel merito delle scelte dei contenuti, restando comunque aperti ad accogliere proposte e suggerimenti sul nostro prossimo POF (Piano Offerta Formativa) di settembre-ottobre 2016.
La libertà della professione giornalistica è un patrimonio della nostra democrazia che non potrà essere piegato in alcun modo a qualsivoglia intenzione di ingerenza politica e strumentalizzazione.





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