Regeni,anche la Ue con l'Italia: Egitto dica la verità

10 marzo 2016 ore 14:35, Americo Mascarucci
La plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza, con voto quasi unanime (588 sì, 10 no, 59 astenuti) una risoluzione presentata da tutti i gruppi tranne quello dell'estrema destra di Marine Le Pen cui aderisce anche la Lega di Salvini, che "condanna con forza la tortura e l'assassinio del cittadino europeo Giulio Regeni in Egitto". 
Gli eurodeputati hanno chiesto alle autorità egiziane, in particolare, di "fornire alle autorità italiane tutte le informazioni e tutti i documenti necessari per consentire lo svolgimento di indagini congiunte rapide, trasparenti e imparziali sul caso Regeni" invitando nel contempo il Capo della politica estera Ue Federica Mogherini a "intrattenere scambi regolari con i difensori dei diritti umani, garantendo sostegno ai detenuti e altri soggetti a rischio". 
Il servizio diplomatico dell'Ue (il Servizio europeo per l'azione esterna - Seae) e gli Stati membri sono stati invitati, inoltre, a sollevare con il governo egiziano la questione delle sparizioni forzate e del ricorso abituale alla tortura e a definire, in stretta consultazione con il Parlamento europeo, una tabella di marcia sulle misure concrete che le autorità egiziane dovranno adottare per migliorare la situazione dei diritti umani nel Paese. 

Regeni,anche la Ue con l'Italia: Egitto dica la verità
Intanto i genitori di Giulio Regeni sono stati ricevuti al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ribadito come l'Italia farà di tutto per fare piena luce sull'omicidio di Giulio Regeni. 
Un incontro, seguito da quello riservato con il premier Matteo Renzi.
Intanto dall'Egitto non arrivano buone notizie con le parole del procuratore aggiunto di Giza Hassam Nassar, l'uomo che ha in mano l'indagine sulla morte di Giulio. Il magistrato ha infatti riferito che in base all'autopsia svolta dai medici egiziani, il ricercatore sarebbe morto "non più tardi delle 24 ore precedenti il ritrovamento del suo corpo, la mattina del 3 febbraio e, dunque in un lasso di tempo compreso tra il 2 e il 3". 
"Le violenze che ha subito - ha detto ancora - sono state inflitte tra le 10 e le 14 ore precedenti la sua morte". 
L'esame svolto in Italia però dice che la morte del ricercatore risalirebbe al 30-31 gennaio, dunque almeno 2 giorni prima di quanto dicono le autorità del Cairo. 
Sarà forse per questo che gli inquirenti egiziani sono riluttanti ad indagare insieme a quelli italiani pur avendo nelle ultime ore modificato l'originale chiusura? La verità insomma non soltanto non c'è ma con queste premesse il rischio è di non trovarla mai.
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