Il filosofo che da sinistra votò Sarkozy

10 novembre 2015 ore 15:24, Luca Lippi
Il filosofo che da sinistra votò Sarkozy
Morto nella notte il filosofo francese André Glucksmann; la sua prima pubblicazione è del 1968 "Le discours de la guerre", partecipa agli avvenimenti del maggio 1968 come militante maoista e negli anni settanta milita a favore dei resistenti all'oppressione sovietica. Nel 1972 definisce la Francia una "dittatura fascista" in un articolo pubblicato dalla rivista Les Temps Modernes. Nel 1975 pubblica La Cuisinière et le mangeur d'hommes, réflexions sur l'État, le marxisme et les camps de concentration, dove stabilisce un parallelo fra il nazismo e il comunismo. Questo libro, così come Les Maîtres penseurs, edito nel 1977, è un successo editoriale ma suscita numerose critiche in Europa. Negli anni ottanta pubblica altre opere e segue per la stampa francese la caduta del muro di Berlino. Di norma, giustifica le prese di posizione americane e israeliane in politica estera, soprattutto durante la guerra in Iraq. Nel 2003, dalle colonne del quotidiano Le Monde, fustiga il "campo della pace" e sottolinea che Saddam Hussein dispone di armi di distruzione di massa. Ipotesi rivelatasi poi errata come ammesso dallo stesso presidente statunitense George W. Bush. André Glucksmann è noto anche per aver appoggiato, con altri intellettuali come Bernard-Henri Lévy, l'intervento della NATO nella Guerra del Kosovo nel 1999.

Nasce come militante dei diritti umani più che un ideologo di sinistra, si pone al centro fra la scuola filosofica di Sartre, Aron e Foucault e quella di  Jean-Marie Benoist, Maurice Clavel, Jean-Paul Dollé, Gilles Susong… i cosiddetti "nouveaux philosophes", gruppo di filosofi francesi che identifica le cause della degenerazione del socialismo reale all’interno della stessa teoria marxista, accusata di assolutismo e dogmatismo. Conformista quanto basta per mascherare forme di assoluto anticonformismo prosegue il suo percorso intellettuale affiancando e sostenendo gli Stati Uniti nella loro funzione di baluardo della democrazia contro il totalitarismo, confondendo l’interventismo umanitario con il colonialismo ideologico atlantico.

Nel gennaio 2007 Glucksmann appoggiò alle elezioni presidenziali Nicolas Sarkozy, candidato dell'UMP (Union pour la Majorité Presidentielle), scrivendo su Le Monde: "Oggi è il solo candidato a essersi impegnato per la Francia del cuore". Somiglia un pò come il “è il meno populista di tutti” di Monti nei confronti di Matteo Renzi. Il paragone non sarà all’altezza, ma la sostanza non cambia.

autore / Luca Lippi
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