"Tagli da 1000 e 500 rupie favoriti da evasori": India li ritira, è caos

10 novembre 2016 ore 9:59, Adriano Scianca
Secondo il governo indiano, le banconote da 500 e 1000 rupie (le seconde valgono circa 15 euro) sono le più utilizzate per i pagamenti in nero e i traffici illeciti. Da qui la decisione radicale del premier Narendra Modi: da ieri sera quei due tagli sono fuori corso. Fino al 30 dicembre ci sarà tempo per cambiarli, poi saranno carta straccia. Un'ordinanza choc, che ha causato una paralisi del Paese: ci sono state lunghe code agli sportelli, ai supermercati e dai benzinai, i negozi hanno smesso subito di accettare le banconote “proibite” mentre molte famiglie non hanno in casa i soldi in altri tagli necessari per acquistare in queste ore beni di prima necessità. 

'Tagli da 1000 e 500 rupie favoriti da evasori': India li ritira, è caos

Il governo ha promesso che emetterà nel giro di pochi giorni nuove banconote da 2mila e 500 rupie. Il premier ha ammesso che potrà esserci qualche disagio nei prossimi giorni, ma ha rivendicato la sua scelta dicendo che si tratta di una “festa dell’onestà”. Ha infatti spiegato che questa decisione è parte della sua “battaglia contro la corruzione, il mercato nero e la contraffazione”. Subito dopo le dichiarazioni di Modi si sono formate file ai bancomat per ritirare liquidità prima della loro chiusura. Le due monete tolte dalla circolazione sono quelle di maggior taglio e rappresentano l'84% della massa di liquidità. Per le loro caratteristiche sono quelle usate per accumulare e nascondere guadagni non regolari. 

La banche sono state incaricate di fare attenti monitoraggi su chi, in questi giorni, si presenti per cambiare un numero troppo grande di banconote di taglio “incriminato”. I giornali e le televisioni locali hanno parlato di un “attacco chirurgico” contro gli evasori fiscali ma alcuni osservatori hanno fatto notare che i più colpiti saranno i piccoli commercianti, i fornitori e i lavoratori. Ne risentirà anche la stagione dei matrimoni che inizierà tra pochi giorni.
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