Finanziamento pubblico ai partiti: fatta la legge trovato l’inganno

10 settembre 2015, Luca Lippi
Finanziamento pubblico ai partiti: fatta la legge trovato l’inganno
Il governo Letta aveva faticosamente abolito il finanziamento pubblico ai partiti in favore del 2 x mille dei contribuenti, contestualmente si era avviata la verifica della commissione di garanzia sugli anni 2013 e 2014.

Ieri in Aula si è consumato il “raggiro” soprattutto della commissione di garanzia, approvando con 319 sì, 88 no e 27 astenuti il procedimento per avviare una sanatoria riguardo i soldi ai partiti.

La legge prevede il controllo sui rendiconti dei partiti, la Commissione verifica anche la conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite alla documentazione prodotta dai partiti, si applica ai rendiconti relativi agli esercizi successivi al 2014 (escludendo dunque quelli del 2013 e 2014), quindi la relazione della Commissione sul giudizio di regolarità e conformità alla legge dei rendiconti relativi agli esercizi 2013 e 2014 viene effettuata secondo tale previsione. Il problema è, e rimarrà a lungo, la scarsa intelligibilità dei bilanci e la carenza di personale preposto al controllo.

Per questo motivo la Commissione non ha potuto eseguire, nei termini previsti, il controllo sui rendiconti dei partiti politici riguardanti il 2013. 

Di conseguenza, la Commissione non ha potuto rendere il giudizio di regolarità e di conformità dei rendiconti alla legge. Poiché il giudizio è il presupposto necessario per l’irrogazione delle eventuali sanzioni, gli Uffici di Presidenza della Camera e del Senato hanno sospeso, per i fondi di rispettiva competenza, l’erogazione delle quote dei contributi spettanti ai partiti per il 2015, che avrebbero dovuto essere liquidate entro il 31 luglio di tale anno. Si tratta sia delle quote dei contributi a titolo di rimborso delle spese per la campagna elettorale, sia di quelle a titolo di cofinanziamento per l’anno 2015. Entrambe le forme di contribuzione sono state prima ridotte del 50% dalla legge 96 del 2012 (governo Monti) e poi abrogate dal decreto 149 del 2013 (governo Letta) in modo graduale a partire dall’esercizio 2014 (con una ulteriore riduzione progressiva per gli anni 2014, 2015 e 2016 e poi completamente dal 2017).

In conclusione, approvata alla Camera la legge che permette ai partiti di ricevere i finanziamenti pubblici relativi agli anni 2013 e 2014 che erano stati bloccati. 

e il Movimento cinque Stelle non l’ha presa bene...

autore / Luca Lippi
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