Migranti, procedura d'infrazione Ue all'Italia: oltre il danno la beffa

11 dicembre 2015 ore 12:10, Americo Mascarucci
Migranti, procedura d'infrazione Ue all'Italia: oltre il danno la beffa
E adesso arriva pure la minaccia d’infrazione dell’Unione Europea per la gestione dell’emergenza immigrazione. 
Dopo essere stata abbandonata a se stessa per mesi ad accogliere e gestire il flusso sempre più massiccio di immigrati giunto sulle coste della Sicilia dalla Libia e dal resto dell’Africa, dopo gli inutili pellegrinaggi a Bruxelles del premier Matteo Renzi e dei vari ministri per ottenere aiuti dalla Ue, adesso l’Italia rischia di essere pure sanzionata. 
Eh si, perché “mamma UE” ci ha richiamati pesantemente per la mancata identificazione di coloro che sbarcano sulle coste. La Commissione europea ha confermato di avere inviato all'Italia una lettera di messa in mora per la mancata applicazione del regolamento sulla registrazione dei migranti con la presa delle impronte digitali (Eurodac). Si tratterebbe del primo passaggio della procedura di infrazione. La Commissione ha ricordato di aver inviato lettere amministrative a Roma già a ottobre, per chiedere di garantire la corretta applicazione del regolamento Eurodac che impone la raccolta delle impronte digitali e la trasmissione al sistema centrale entro 72 ore.  
"Dopo due mesi non si è risposto in modo efficace alle preoccupazioni" denunciano da Bruxelles annunciando l’avvio della procedura d’infrazione. 
Dopo il danno anche la beffa dunque è proprio il caso di dire, perché l’Europa quando c’è da intervenire in aiuto dei Paesi è sempre latitante ma poi i suoi “professorini” sono sempre pronti a segnare con la matita blu, ogni minimo errore, avviando le conseguenti sanzioni punitive.  La lettera è stata inviata anche a Grecia e Croazia, sebbene i due paesi sarebbero meno inadempienti. Dunque doppia tirata d’orecchi all’Italia.
Secondo fonti Ue, fra il 20 luglio e la fine di novembre sono arrivati in Italia 65.050 migranti ma solo di 29.176 sarebbero stati correttamente trasmessi i dati, e in particolare le impronte digitali, al sistema Eurodac. 
Il premier Matteo Renzi però non è rimasto in silenzio di fronte alla bacchettata sulle mani giunta dall’Europa. “E’ la Ue a non fare abbastanza per questa emergenza – attacca Renzi - Qualcosa si è mosso ma l'Europa non sta facendo tutto quello che può. L'Italia non ha bisogno dell'Europa, è l'Europa che non può tradire se stessa e i suoi ideali, e la sua dignità. E non basta lavarsi la coscienza dando un po' di soldi a qualche Paese”. 
Ma il Premier è andato anche oltre: “Non possiamo farci passare addosso, come se niente fosse, quello che avviene nel Mediterraneo. In Italia non ci lasciamo emozionare per un momento come fa qualche collega europeo che poi si dimentica. Noi facciamo in modo diverso da altri Paesi che strillano dopo la tragedia e poi si dimenticano. Noi vogliamo dare sepoltura e vorremmo soprattutto che non ne morissero più". Della serie: vengano i docenti in infrazioni di Bruxelles a gestire l’emergenza profughi. 
Anche perché l’Europa non può pretendere l’efficienza e il rispetto rigoroso delle regole quando si lava puntualmente le mani di tutto. 

Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano non è rimasto in silenzio. “Sulla minaccia di infrazione per la mancata rilevazione delle impronte, riterrei questo atto irragionevole e molto grave. L'Europa deve dire mille volte grazie all'Italia che all'inizio da sola ha fatto fronte a un'emergenza". Alfano è tornato poi a chiedere la revisione e l'aggiornamento del trattato di Schengen
Invece niente grazie, soltanto pesci in faccia e accuse di inefficienza. Questa del resto è l’Europa che si è contribuito a creare. Oltre che tecnocratica, relativista, nichilista, indifferente verso gli interessi degli stati, pure arrogante al punto di accorgersi soltanto degli sbagli per punirli, ma mai per prevenirli o evitare che possano ripetersi. 

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