Ci siamo, c'è la canna di Stato: a Firenze la coltivazione terapeutica

11 giugno 2015, Marta Moriconi
Ci siamo, c'è la canna di Stato: a Firenze la coltivazione terapeutica
Farsi una cannabis terapeutica in Toscana. Si può, a Firenze in 200 metri quadrati di serre.

Ci sta pensando l'istituto chimico farmaceutico militare del capoluogo toscano che sta coltivando il primo raccolto che servirà ad alleviare il dolore dei malati di Sla, di cancro e di Aids.

Si tratta di un progetto pilota siglato dai Ministeri della Salute e della Difesa lo scorso settembre, che rappresenta anche un modello in quanto l'Italia è l'unico Paese a gestire la produzione di cannabis in strutture pubbliche.

"La marijuana così prodotta avrà un impiego medico: servirà tra l'altro a migliorare la qualità della vita dei malati di Sla, ad attenuare i dolori oncologici; la cannabis inoltre è efficace per ridurre la nausea di chi fa chemioterapia e stimola l'appetito a chi è malato di Aids": ha spiegato proprio il generale Giocondo Santoni, direttore dello Business Unit dell'Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze.

Dalla piantagione (20 marzo 2014) ai raccolti che sono tre all'anno, di strada ne è stata fatta. 

Con tanto di addio all'Olanda, che ci aveva fornito del prodotto finale fino ad oggi, ora produrremo da soli 100 chili all'anno invece dei 50-60 importati che ci costavano non poco: tra i 7 e gli 8 euro al grammo. 

L'iter è semplice: una volta cresciuti i rami arrivano al Centro di ricerche in agricoltura di Rovigo dove arrivano al metro di lunghezza. Quindi vengono tagliati, vengono tenuti ad essiccare al buio e a testa ingiù per recuperare il fiore. 

E in 3 mesi il gioco è fatto. Si procede come fosse tè, per capirci, e la cannabis è pronta all'uso in 4 mesi in tutto. 
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