Smartwatch "for hacker": come può penetrare i codici bancomat

11 luglio 2016 ore 12:29, Andrea De Angelis
Ovviamente non è il caso di lanciare facili allarmismi, rischio che è sempre dietro l'angolo quando escono simili notizie in grado di creare, se lette in modo superficiale, panico tra gli utenti. Gli strumenti in questione sono validi, ottimi e soprattutto sempre migliorabili. Dunque è evidente che ogni tipo di condanna generale (e superficiale) sarebbe errata.

Di certo però la notizia fa parlare di sé perché riguarda potenzialmente un numero indefinito di persone e tocca una questione ovviamente cara a tutte loro. Non si tratta poi di un'indiscrezione, ma di una vera e propria ricerca. Lo studio è stato condotto dalla Binghamton University, negli Usa e ha spiegato che i sensori degli smartphone potrebbero essere così precisi da tracciare i movimenti della mano e permettere a malintenzionati di riprodurre i gesti fatti sulla tastiera di un bancomat e quindi accedere ad un conto corrente. Durante i test la percentuale di riuscita è stata dell'80%. 
Dunque non si tratta di chissà quale trovata tecnologica, ma di un semplice (si fa per dire) raccoglimento di movimenti che, in sostanza, diventa raccoglimento di dati. 

Smartwatch 'for hacker': come può penetrare i codici bancomat
La ricerca ha messo alla prova tre differenti sistemi di sicurezza, compreso il bancomat, tenendo sotto osservazione i movimenti di 20 cavie registrati attraverso accelerometri, giroscopi e magnetometri integrati nei vari dispositivi wearable indossati per 11 mesi, indipendentemente dalla posizione della mano. Il risultato rivela il rischio di hacker che potrebbero infettare i dispositivi tramite virus o intercettare le connessioni Bluetooth dello smartwatch nel tentativo di entrare in possesso dei dati. La soluzione? Migliorare il prodotto implementando il sistema di crittografia. 


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